Nel silenzio
elettrico della mia auto
ibrida,
guido
in una notte immersa
che i fari,
appena riescono
a bucare.
E ritorno
con addosso
il calore di una sera
che ho rubato alle abitudini
e il profumo
che inopinatamente
hai scelto uguale al mio,
perché io
non lo posso più sentire,
e lo riesco invece
a ricordare.
E in questa
notte di stelle cadenti
nel cielo sorpreso
di maggio
là
dove i fiumi si amano
la campagna corre
al mio fianco cantando
una primavera tardiva
di feste di grilli
e di brezza
tranquilla che respira
sulle spighe
sottili del grano
che obbedienti
inchinano la testa.
E tra i pensieri affollati
il ricordo di te
nel mare di lenzuola
sgualcite dai nostri sospiri.
E la strada si srotola
lenta sotto le ruote.
E adesso so di saperti.