Facendo il verso a Giacomo

Ho sempre tanto amato quest'angolo di mondo solitario
E quel muretto che mi impedisce di guardare oltre, come invece vorrei fare...
Ma stando qui seduto ad osservare,
La mia mente vaga
e può sognare che oltre quel muro
si stendano spazi sterminati
e un silenzio mai ascoltato e una quiete abissale in cui il cuore teme di sprofondare.
E non appena si leva il vento paragono la sua voce a quel silenzio ...
E un senso di eternità mi avvolge e ricordo le stagioni passate e questa fine estate, presente e viva con tutti i suoi suoni...
E quanto è dolce lasciarmi scivolare in queste acque...

Sempre con Cortázar in mente

Hai una vita conservata
in barattoli con l'etichetta.
E pensieri riposti
su scaffali ordinati
in una fresca dispensa
nascosta.
E i miei ricordi
corrono
invece, liberi di ruzzolare
giù dalle scale in
mi bemolle,
minore però,
che non ho nulla
di epico da raccontare
tantomeno glorioso.
E siamo un poco
stupiti che nonostante
a me piaccia guardare
i mirtilli che rotolano
sul pavimento e a te
raccoglierli, che non si sa
mai, e qualcuno li potrebbe
pestare
alla fine ci siamo piaciuti
e restiamo da anni
a fianco
l'uno dell'altra.

A sorpresa son tornate, 
le rondini.
Costruivano un nido,
questa mattina,
sulla gronda di fronte.
Le seguivo stupita,
nel loro andare e venire
con piccoli rami
nel becco e ciuffi
di piume.
Mi metteva allegria,
come a maggio,
che ho comprato i mirtilli
e il cestino mi è sfuggito
di mano e restavo
a guardarli incantata
mentre rotolavano in terra.
Oggi è il tuo compleanno.
Torino, 11 giugno 2022

Le vie del tempo

Quanti hanno paragonato
un corpo
amato
a un paesaggio?
Pianure sconfinate,
dalle spalle alle reni
estese e colline sinuose
ricordano le natiche
o anche i seni.
E valli erbose si aprono
tra i peli
del petto o il pube.
E il ventre tiepido,
da cresta a cresta di ilio, è
un deserto su cui
il desiderio spira
come assurdo scirocco.
Ma per me un corpo è
anche una carta stradale
su cui sono indicate
tutte le vie della vita vissuta,
persino i più sottili sentieri,
tracciati tra i fili d'erba
dalla bava delle lumache.
Cicatrici traslucide,
sulla pelle di mare,
strade lunghe e diritte che
guidano alle sconfitte,
per scoprirsi un'altra volta
in piedi
per scoprirsi più forte.
E piccole ragnatele
intorno agli occhi
che dicono se piangi o sorridi
svolgendosi in ventagli
argentati.
I nei sono
costellazioni di stelle
solo parzialmente ignote
e unire i puntini
per trarne ogni volta
disegni diversi
ricordi d'infanzia
e settimane enigmistiche
giocate coi nonni
sotto il sole d'estate.
E ritrovare se stessi.