Vos y Federigo

Y vos y Federigo me lo aprendiste
que si sabré esperar
en el alba de un balcón abierto
desembocará todo el cielo.

Y mis ojos beberan ese mar de estrellas
tu zurda sobre mi hombro izquierdo
y la derecha tua a indicarme
el río de leche
y una cruz
sureña.

Aprenderé conceptos de balística
Mediré trayectorias australes
Buscaré el horizonte polar
que me devuelve a ti.
E tu e Federigo me lo avete insegnato
che se saprò aspettare
nell'alba di un balcone aperto,
sfocerà tutto il cielo.

E i miei occhi berranno quel mare di stelle,
la tua sinistra sulla mia spalla sinistra
e la destra tua a indicarmi
Il fiume di latte e una croce meridionale.

Imparerò concetti di balistica
Misurerò traiettorie australi
Cercherò l'orizzonte polare
che mi riporta a te.

Mentre mi fissi

Mentre mi fissi con gli occhi lucidi e una smorfia di dolore che ti sconvolge il volto, stringi nel pugno che ancora risponde al tuo comando tutti i tubicini cui è appesa la tua vita.

Non diciamo nulla, perché ormai non puoi nemmeno più parlare, ma io capisco parola per parola tutto quel che mi vuoi dire. Che la vita non è fatta per essere subita. Che continuare a vivere per la sola paura di morire non è nemmeno un’ipotesi sul tuo tavolo da gioco.

In poco più di due settimane, questo mostro assurdo, che ti è esploso dentro tutto d’un colpo, ti ha portato via a te stesso. Il fisico atletico è un sarcofago di ferro. La voce pacata e profonda, arrugginita da migliaia di sigarette, non risuona più nelle mie stanze. Nemmeno lo scoppio della tua risata. Persino il proverbiale promontorio che caratterizzava il tuo viso è ora una lama sottile e affilata…

Non ci sono parole. Solo ti prendo la mano. Allento la morsa delle tue dita che sembrano rimaste il solo luogo in cui si concentra la forza che ti ha sempre abitato. Ti sistemo le flebo, il catetere, il respiratore …

Il medico è costernato e mi dice che si potrebbe tentare una manovra.

Lo fisso, esattamente come avresti fatto tu: senza distogliere lo sguardo. Senza battere ciglio. E con una voce ferma che mai mi sarei sospettata gli chiedo: è una manovra alla quale lei sottoporrebbe suo padre?

Si stringe nel camice. È una brava persona e non sa fingere. Abbassa gli occhi. Esce dalla stanza.

Rimaniamo tu e io, nella penombra di questa sera di un luglio quasi australe.

E finalmente ti assopisci.

Davanti allo specchio

Io voglio te.
La tua ironia.
Il tuo sguardo sereno sul mondo.
Il tuo stupore per le cose che si avverano quando ormai non le speravi più.

Non sei fatto per annegare in questo miele di malinconia.

Come faccio a fartelo capire?
Le parole di Neruda, di Borges e Cortazar, Gelman, Rulfo e potrei citarne altri mille e non avrei ancora finito … quelle parole sono meravigliose.
Ma io voglio le tue.

Voglio sapere cose che non ho mai visto e ciononostante sentirne la nostalgia, semplicemente perché me le stai raccontando tu.
Voglio le mattine in silenzio, a scrutare l’orizzonte chiedendosi se pioverà e quelle col mate in mano e lo sguardo a interrogare il giorno che sta per cominciare, nell’incertezza di quello che porterà.
Voglio le giornate di fatica e sudore e polvere, le mani rotte e il coltello e le cicatrici che ti ha lasciato.
Voglio le notti sotto le stelle, quelle a cavallo, quelle accanto a un fuoco a raccontare a raccontarsi, tra uomini di frontiera.

Voglio le donne che hai amato.
E sorprendermi a ritrovare una scheggia di me in ognuna di loro.
E infine scoprire che le hai amate tutte proprio perché tutte insieme erano me.

Voglio essere per te Fenarete e la figlia di Fenarete.
Voglio essere la levatrice che ti fa partorire l’Aristocle dalle spalle larghe che porti in te.

Questa è più di un’avventura.
Ci vuole coraggio per darmi quello che ti chiedo.
Molto più coraggio di quello che ti è stato necessario per fare tutto quello che hai fatto fino a qui.
Perché io voglio tutto.
Esattamente come io ti ho dato tutto di me stessa.
Comprese le cose di cui mi vergogno e che nessun altro conosce.

O(tro sueño de Murasaki)

Atados,
esperan en la sombra.
Son sogas las palabras.
No saben cuando llegan.
La tinta china negra
y el pincel
rozan el papel blanco.
Frío. Y el deseo.
Se estremece su piel.
Legati,
attendono nell'ombra.
Son corde le parole.
Non sanno quando arriveranno.
L'inchiostro di china nero
ed il pennello
sfiorano la carta bianca.
Freddo. E il desiderio.
Rabbrividisce la pelle.