Oggettivo/Soggettivo

E se la smettessimo, una buona volta, di bollare con parole come “brutto” e “bello” ciò che detestiamo e ciò che adoriamo?

E se finalmente iniziassimo a prenderci la responsabilità di dire “non mi piace” e “mi piace”?

Perché in fondo è facile dire “brutto” / “bello” come se fossero palesi oggettività, su cui tutti concordano, così accodandoci alla massa, senza dover troppo riflettere.

Mentre costa sempre molto mettere in gioco la propria soggettività e avere il coraggio di dire “questo a me piace” e “quest’altro invece no”.

Festa della mamma

Come ogni Torinese che si rispetti, la mia mamma è una tipa golosa e si inventa qualsiasi scusa per regalarsi una pausa zuccherina.

Così ieri le ho regalato questa torta deliziosa e scenografica (anche l’occhio vuole la sua parte e c’è da aggiungere che lei è molto sensibile alla componente estetica del mondo) che Fabrizio Racca ha ideato per la festa della mamma.

Tutta contenta ha poi deciso di mangiarne metà dopo cena e di conservare l’altra per oggi. Quando l’ho sentita, la sera, per darle la buonanotte, tutta entusiasta mi ha detto “buonissima la torta di Fabrizio!” – dall’alto dei suoi 87 anni portati con spirito e grazia, chiama tutti per nome, perché tutti le sembriamo dei ragazzini – “Ne ho mangiata metà. Poi ho pensato ‘e se stanotte morissi?’. Così l’ho finita tutta!”.

Ancora auguri a tutte le mamme. E anche a noi figli.

Carol Rama osserva

Ho capito che l’arte
è qualcosa che assorbe
non ti importa più niente
se il mondo ti guarda
tu diventi una porta
attraverso la quale
il mondo che vedi
esce senza pudori
come fiotti di vomito
della tua sofferenza
o schizzi
(di sperma o grumi)
di sangue

Sino a dove posso spingermi a scrivere quello che ho dentro?
L’arte è anche maleducata?