Come farò?
Senza guardarti.
Senza il tuo viso
tra le mie mani.
Senza il tuo sorriso, il tuo odore.
Senza il mio corpo contro il tuo.
Senza poter ascoltare il suono
sommesso della tua voce.
Senza il tuo respiro
che mi raggiunge,
sorprendente.
Senza le mie mani
sui tuoi fianchi.
Senza le tue mani
sul mio petto.
Senza i tuoi occhi,
velluto verde, sorridenti.
Senza la tua bocca,
il labbro inferiore
appena un po' più pieno.
Senza le mie dita
nella tua aiuola. Immerse.
Senza le tue gambe
con le mie. Intrecciate.
Senza poter percorrere
il profilo delle tue guance
il cammino delle tue rughe.
Sgusciavi dal mio letto
e io conservavo una speranza,
di rivederti ancora un giorno.
Oggi nostalgia e malinconia
sono un lusso
che non posso e non voglio
permettermi
Che fuoco nascondi
dietro la superficie liscia
e perfetta
dei tuoi giorni!
Tra le premure di madre
e il tuo ruolo di moglie
magistralmente interpretato
E accetti con grazia quei baci
un po' stitici
a bocca secca
di un marito che non ti si accosta
da anni
Poi
Qui nel mio letto
ti sento vibrare
di mille pensieri
perversi
E quanti altri ne hai soggiogati
tu sola lo sai
E io
Mi torturo
ad immaginarne il numero
perso qui
nei tuoi occhi
e nel biancore abbacinante
delle tue carni...
Che cosa siamo
Un grumo di carne
bagnato da una luce
che non sempre benedice
Scaldato
da passioni
che col tempo si assopiscono
E resta solo il freddo
sterile della cenere
E tu hai un buco nella gola
E una vita spaccata
tra quel che c'era prima
e il dopo di quel buco
E ancora vuoi piacere
ad una donna
E poi succede
Lei ti guarda
e decide che le piaci
E ti accoglie
Col buco nella gola
e le tue cicatrici
e l'eruzione vulcanica
della tua voce
che in lei risuona dolce
di insospettate sfumature.