Nel silenzio
elettrico della mia auto
ibrida,
guido
in una notte immersa
che i fari,
appena riescono
a bucare.

E ritorno
con addosso
il calore di una sera
che ho rubato alle abitudini
e il profumo
che inopinatamente
hai scelto uguale al mio,
perché io
non lo posso più sentire,
e lo riesco invece
a ricordare.

E in questa
notte di stelle cadenti
nel cielo sorpreso
di maggio

dove i fiumi si amano
la campagna corre
al mio fianco cantando
una primavera tardiva
di feste di grilli
e di brezza
tranquilla che respira
sulle spighe
sottili del grano
che obbedienti
inchinano la testa.

E tra i pensieri affollati
il ricordo di te
nel mare di lenzuola
sgualcite dai nostri sospiri.
E la strada si srotola
lenta sotto le ruote.
E adesso so di saperti.
Cresciamo, noi maschi,
col mito di Ulisse,
le avventure da vivere
e una donna
ci aspetta,
in una terra lontana,
ignota e amata
al contempo.
E mi sorprendo
a pensare
che l'Odisseo fuggiasco
invece sei tu,
la tua fame di vita
la scoperta di cose sognate...
E nelle case del mondo
In cui mi dai appuntamento
io tesso paziente
i miei giorni,
i minuti, le ore
in attesa di te
nel nostro prossimo incontro...