Quando ti ho conosciuta,
quasi mi vergognavo
che tu avessi notato
questi peli sul petto,
che non posso nascondere.
E ancora non sapevi del resto.
La foresta selvaggia
che sfugge a ogni regola e
ricopre il mio corpo di orso,
o di lupo,
in maniera bizzarra.
E quando, in quel giorno
di cielo di latte
e di luce d'inverno,
la prima volta, ti ho amata,
per un istante ho temuto
che non ti sarei piaciuto,
non appena avessi visto
sino a che punto
sono peloso,
tu che sei bianca
e leggera,
e hai la pelle di nuvole
e panna.
E invece tu sorridevi,
mentre mi guardavi.
E in quel momento sapevo
che prima di te nessuno
mi aveva mai visto
davvero.
E sorridevi ancora
e affondavi nel folto
le tue dita sottili.
E mi respiravi.
Le tue mani
mi percorrevano
imparavano a memoria
tutta la mia geografia.
E ora mi parli di me
del mio odore, che ami
alla stessa maniera in cui ami
tutto quello che io
definivo difetto
o mancanza
e per te, invece, è solo
ciò che mi caratterizza.
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