Giorni strani
dicevo
e case da smontare.
La morte che aleggia
tutto intorno.
È quell’insetto preso
nella ragnatela
È questo senso immobile
del tempo.
Mi accosto
con rispetto
alle tue cose e sento
che non avrei il diritto
di toccarle.
Aprire i vecchi armadi
e ritrovarti
nel modo di piegare
un fazzoletto o di lasciare
avvolta su se stessa
una collana di corallo
così
distrattamente
in fondo
ad un cassetto con una cartolina
di settant’anni fa
che nemmeno era per te
insieme ad una pompa
di bicicletta
vecchia di ottone
ormai brunito
e un mozzicone di candela.
