A lungo
attentamente
ho osservato i solchi
che l'aratro della vita
ha tracciato
sul tuo corpo.
Tutti li ho percorsi
con la punta
delle dita
sfiorandoli
premendoli
blandendoli.
Sottili fili di ragno
a fior di pelle appena
ed altri, più profondi
incisi dentro al cuore.
Poi
improvviso
l'impulso
di baciarti.
Categoria: stanze conosciute
Che fuoco nascondi
dietro la superficie liscia
e perfetta
dei tuoi giorni!
Tra le premure di madre
e il tuo ruolo di moglie
magistralmente interpretato
E accetti con grazia quei baci
un po' stitici
a bocca secca
di un marito che non ti si accosta
da anni
Poi
Qui nel mio letto
ti sento vibrare
di mille pensieri
perversi
E quanti altri ne hai soggiogati
tu sola lo sai
E io
Mi torturo
ad immaginarne il numero
perso qui
nei tuoi occhi
e nel biancore abbacinante
delle tue carni...
Che cosa siamo
Un grumo di carne
bagnato da una luce
che non sempre benedice
Scaldato
da passioni
che col tempo si assopiscono
E resta solo il freddo
sterile della cenere
E ho un buco nella gola
E una vita spaccata
tra quel che c'era prima
e il dopo di quel buco
E ancora voglio piacere
ad una donna
E poi succede
che mi guardi
e decidí che ti piaccio
E mi accogli
Col mio buco nella gola
e tutte le mie cicatrici
e l'eruzione vulcanica
della mia voce
che, come poi mi dici,
in te risuona dolce
di insospettate sfumature.
Ho bisogno
di silenzi
Spazi dilatati
sino a farsi tempo
Distanze siderali
che costringono
a saperci
oltre le nostre parole
Di gesti impercettibili
che raccontano
un amore impronunciabile
E il ricordo
dell'odore del tuo corpo
sulla mia nudità
tellurica.
Amo saperti al mio fianco
mentre le ore tessono
i giorni in trame sottili
che solo può percepire
chi ti osserva
da presso
quando vivi e sorridi.
O quelle, rare, volte
che i tuoi occhi
risplendono di acqua
di mare.
