Il seme del fico sacro

Il seme del fico sacro, Mohammad Rasoulof (168′)
Con Soheila Molestani, Missagh Zareh, Mahsa Rostami, Setareh Malehi

Che cosa succede alle due figliole (una universitaria e l’altra liceale) di una bella famiglia borghese quando vengono a scoprire che la dorata serenità in cui vivono poggia sul lavoro di ubbidiente funzionario di una dittatura sanguinaria di papà?

Come si sgretolano le convinzioni di una moglie devota quando si trova costretta a scegliere tra il marito e le sue figlie?

Quanto è necessario non farsi troppe domande e convincersi di fare ciò che ci chiede dio per continuare a firmare condanne a morte per chi si sospetta essere innocente?

Tutte le contraddizioni della società iraniana, che in realtà possono essere riferite a qualunque società, vengono messe a nudo impietosamente, mentre alla televisione scorrono le bugie del regime e nelle strade esplode la rivolta.

Un film da vedere, per capire.

Kabul

I fiori fioccavano a frotte
dalle frasche del vecchio ciliegio
la luce filtrava negli occhi
attraverso le palpebre chiuse.
Mio padre mi insegnava a sparare
a barattoli in fila
su un muro tra cocci di vetro
nel sole d'estate
mentre il suono dei miei pomeriggi
si faceva ossessione stordita.
Con gli occhi socchiusi ascoltavo
fischiare pallottole
e chioccare di latta e cicale cantare
nel silenzio floccato dei fiori
diventati ormai frutti
maturi di rosso brillante
come gocce di sangue
sulla neve al mattino
in montagna.
Il libro frusciava nel vento
aperto sulle ginocchia.
Ora vivo una quinta stagione
senza sole
né pioggia
né brezza
immobile
il corpo ammantato
da scampoli azzurri
che pesano come macigni
e finestre murate
o serrate da grate.
Torino, 2 marzo 2025