La bellezza salverà il mondo?

Una frase banale e profonda, tanto che Dostoevskij la mette in bocca a Myškin, l’idiota.

E tutti a dirsi d’accordo. Una frase così bella (sarà lei stessa a salvarci?) che nessuno si sente di confutare (per tema di passar per idiota, forse).

Ma… Che cosa vuol dire poi? Qual è, in definitiva, la bellezza che ci salverà? In che cosa consiste questo bello capace di sollevarci dalla nostra condizione? E la salvezza che porterà, sarà per tutti? O solo per chi, quella bellezza, saprà vederla?

Se rispondiamo alla prima domanda legando la bellezza alla sua sola valenza estetica siamo, credo, fuori strada.

Dostoevskij deriva il concetto di bellezza da quello, elaborato da (Sant’)Agostino, di “pulchritudo dei“, bellezza divina che è, insieme, grazia, equilibrio, armonia.

Allora la risposta alla seconda domanda potrà essere una sola. Se sapremo essere in armonia e in equilibrio, se sapremo portare questa grazia nel nostro modo di vivere e di rapportarci col mondo, salveremo noi stessi. E, insieme a noi, coloro che ci circondano.

26/4. 25 Aprile, un giorno dopo.

Ripensandoci (ripensando a quello che scrivevo ieri), una parola c’è. Ed è “antitotalitarista”.

È l’omologazione del pensiero, imposta a suon di purghe e torture e olio di ricino e prigione e assassinio, quella che va combattuta con decisione. Un appiattimento della coscienza in forza del quale chiunque si sente in dovere (si badi bene, non “in diritto”, ma proprio “in dovere”) di perpetrare sui suoi simili qualsiasi mostruosità in nome del “tutti devono fare così perché l’ha detto il capo”.

A qualunque colore appartenga, il totalitarismo (e coloro che lo appoggiano) è una sciagura.

Ecco, io sono antitotalitarista.

Paola Gassman

È morta Paola Gassman. Aveva 78 anni e una lunga carriera teatrale. Un’attrice attenta e precisa che sapeva fondersi con i personaggi che interpretava, trasfondendo sé stessa nelle loro vite (e forse, anche, portandoli nella sua).

Ma il teatro oggi non ha più la forza che aveva in passato e senza cinema o ospitate televisive si diventa invisibili.

Così, per farci capire bene di chi si sta parlando, oggi i giornali titolano: “è morta Paola Gassman, figlia di Vittorio, sorella di Alessandro, compagna di Ugo Pagliai”. Come se la sua carriera immensa non bastasse e per individuarla fosse necessario un accreditamento per il tramite degli uomini che hanno fatto parte sua vita, tutti ben più noti di lei.

Pensieri

Ci riconosceremo ancora
nei nostri corpi invecchiati
quando il tempo ci avrà scavato
le carni e le nostre labbra
saranno lombrichi trafitti
da punti esclamativi?
E i nostri occhi
intrecciati in tele di ragno
conserveranno la limpidezza
e la luce di un giorno?
O il velo che sugli occhi
di molti si posa
renderà anche a noi
più sopportabile una realtà
che sempre più fatichiamo
a capire?
Ci riconosceremo ancora
guardandoci allo specchio
o la nostra mente ci farà lo scherzo e il regalo
di cancellare quel che è stato,
gli anni trascorsi e le cose vissute,
quelli che abbiamo amato e
ciò che siamo stati...
A che punto è
il confine oltre il quale
si spera la morte?