L'uomo delle rose ha un volto
ineffabile e i capelli
mossi al vento
e un pesce
d'argento
nella tasca sinistra
boccheggia
alla luna.
Volano ombrelloni
che il pesce guarda
e le stelle
e il cielo
e la notte
a San Lorenzo.
L'uomo delle rose
ha un sole
che gli splende
alle spalle
e poi esplode
in mille scaglie
dorate
e barchette
di carta
che solcano
l'oceano
e un transatlantico
in una pozzanghera.
Suona Coltrane,
le cose più belle
per me
e il filo rosso
che non potrò più seguire
senza pensarti.
Petricore
L'odore della pioggia
Il ricordo dei tuoi passi
svelti
E un ombrello scarlatto
Salti in punta di piedi
Tra pozzanghere
solcate da barchette
di carta.
Poco più di un istante
E già ti amavo ...
Le tue mani farfalle
Non stan ferme un momento
E disegnano i tuoi pensieri nell'aria
Proprio mentre li immagini
La tua bocca ha la forma del mio desiderio

Cuéntame
en un cuento tuyo
llevame
lejos
deslizame
entre recuerdo
y olvido
reinvéntame
Ti porterò
altrove.
Ti racconterò
con le mie parole.
Tra le mie dita
scivolerai
tra ricordo e oblio
ti reinventerò.
E altre cose, invece,
le taci, o le esprimi
in ariose metafore.
Che a rievocarle,
o chiamarle per nome
proprio, fan male,
e forse pure paura.
Perché del ricordo
la parola,
ha il potere
di render reali
le cose
concrete
tangibili.
E se sono tangibili
le puoi anche
toccare.
E se le tocchi
a loro volta
ti posson
toccare.
E se ti toccano
un'altra volta
posson tornare
a farti male.
