Che fuoco nascondi
dietro la superficie liscia
e perfetta
dei tuoi giorni!
Tra le premure di madre
e il tuo ruolo di moglie
magistralmente interpretato
E accetti con grazia quei baci
un po' stitici
a bocca secca
di un marito che non ti si accosta
da anni
Poi
Qui nel mio letto
ti sento vibrare
di mille pensieri
perversi
E quanti altri ne hai soggiogati
tu sola lo sai
E io
Mi torturo
ad immaginarne il numero
perso qui
nei tuoi occhi
e nel biancore abbacinante
delle tue carni...
Che cosa siamo
Un grumo di carne
bagnato da una luce
che non sempre benedice
Scaldato
da passioni
che col tempo si assopiscono
E resta solo il freddo
sterile della cenere
E ho un buco nella gola
E una vita spaccata
tra quel che c'era prima
e il dopo di quel buco
E ancora voglio piacere
ad una donna
E poi succede
che mi guardi
e decidí che ti piaccio
E mi accogli
Col mio buco nella gola
e tutte le mie cicatrici
e l'eruzione vulcanica
della mia voce
che, come poi mi dici,
in te risuona dolce
di insospettate sfumature.