Le tue mani farfalle
Non stan ferme un momento
E disegnano i tuoi pensieri nell'aria
Proprio mentre li immagini
La tua bocca ha la forma del mio desiderio
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Cuéntame
en un cuento tuyo
llevame
lejos
deslizame
entre recuerdo
y olvido
reinvéntame
Ti porterò
altrove.
Ti racconterò
con le mie parole.
Tra le mie dita
scivolerai
tra ricordo e oblio
ti reinventerò.
E altre cose, invece,
le taci, o le esprimi
in ariose metafore.
Che a rievocarle,
o chiamarle per nome
proprio, fan male,
e forse pure paura.
Perché del ricordo
la parola,
ha il potere
di render reali
le cose
concrete
tangibili.
E se sono tangibili
le puoi anche
toccare.
E se le tocchi
a loro volta
ti posson
toccare.
E se ti toccano
un'altra volta
posson tornare
a farti male.
Hai, nel respiro,
quell'ansito lieve
di assiolo
nelle notti di grilli
d'estate.
Quel sibilo
che si fa impercettibile
a chi ti conosce.
E si affretta
quando immersi in noi due
più veloce mi muovo.
E si fa più profondo.
E si affanna.
E martella.
E detta
il ritmo stesso
del mio desiderio.
Pelle di pesca
bianca dove la luna si posa
la notte accarezza
la perfezione
rotonda
delle tue spalle
e la sottile peluria
che detesti
perché riveste
punti
di te che non concepisci
Ti ostini a rimuoverla
e a me invece commuove
vederla imperlata dal caldo
sul tuo labbro
o tendere un ponte
tra le tue sopracciglia
