V

La realtà arriva senza avvisare.
Sei scesa
a una fermata del passato
e tutti gli orologi della casa
a poco a poco
hanno ceduto il passo
al tempo immobile
che copre armadi e tavoli
con teli bianchi
e ragnatele e polvere

Poi penso che se Andromeda
volgesse un po’ curiosa
lo sguardo su Torino
l’ultima luce che ti ha vista
la vedrebbe
in un impensabile futuro

È questa circolarità
spirale del tempo
che continua e ci trasforma
il soffio ultimo di quell’eternità
che tanto ricerchiamo?

E intanto guardo
le tue cose mute
non sento più il fruscio
delle tue gonne
il ticchettio maldestro
sui piatti e le stoviglie
delle posate all’improvviso diventate grandi
che non sapevi più domare
e il cigolio sommesso
di quella sedia vecchia
che stava in corridoio
dove fermavi il passo
con gli occhi fissi
dentro al nulla

Mi chiedo quanto
ancora durerà
questa ricostruzione
dai giorni
che mi hai preso
o che ti ho dato.

E nel sole delle sette
il pulviscolo dorato
fluttua ancora
nell’aria silenziosa della sera

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