Guardarti soffrire
e non sapere come
alleviare il macigno
delle paure aggrovigliate
che ti portavi a spalle
E stringerti al mio petto
sentirti il cuore accelerato
e il fiato mozzo
di chi sa di esser braccato
e non sa dove fuggire
Ho paura
mi dicevi
aiutami Teresa
e mi fissavi
con gli occhi
spalancati dal terrore
E insieme poi trovar conforto
mangiando minestrina
col formaggino
sciolto dentro
come da bambine
quando eravam malate
E poi provare a preparare insieme
per distrarti
quei piatti
che solo tu
sapevi cucinare
la crema con l’arancia
o quella al caramello
che anche tua sorella le faceva
ma a te venivan meglio
o i pomodori deliziosi dell’estate
col tonno e i fagiolini
tagliati così piccoli
da sembrare miniature
o un sugo della pasta
col cuore dei carciofi
Sapori che ho perduto
a poco a poco
man mano che tu
dimenticavi
che sempre più
ti confondevi
e anche se hai provato
ad insegnarmi
nemmeno a me
riusciva di rifarli
nemmeno percorrendo
tutti i passi
per bene come tu
me li hai descritti.
Chissà qual era il tuo segreto.
