Sei scivolata via
la pioggia gentile
nella notte accarezza
le cose silenziosa
al mattino
tutto è luce
Categoria: kintsugi
XIX
E restano ancora
piccole cose
che testimoniano
il tuo passaggio
un pantalone
di lana spessa
quel maglioncino
che tanto amavi
sento che questa
è l’ultima volta
che ci parliamo
attraverso il vetro
opaco e latteo
che ci fa distanti
due mondi diversi
tra vita e morte
il tuo passo lento
è solo un ricordo
che non risuona
più nelle stanze
l’ansia perenne
del tuo respiro
si è dileguata
come nel vento
la sedia vuota
nel corridoio
di un verde ormai
diventato triste
le tue pantofole
abbandonate
le medicine
da eliminare
piatti spaiati
qualche altra stoviglia
un pettinino
coi tuoi capelli
finito in fondo
a un armadio
in soggiorno
non si sa come
e nemmeno quando
carte confuse
fitte di note
della tua mano
tutta tremante
come il tracciato
di un cardiogramma
che solo il cuore
sa leggere ancora
e spero che adesso
tu sia leggera
come la vita
non ti è mai stata
Torino, 25-26 gennaio 2026
XVIII
Ti ho sognata
la notte scorsa
avevi freddo
ed era estate
e io cercavo di coprirti
con strani scialli
e un vecchio golfino
Stavi in poltrona
accartocciata
come minuscola
foglia esausta
Avevi fame
e ti davo pane
e olive verdi
grandi e polpose
Non c’era cibo
che ti saziasse
ed anche i panni
che ti mettevo
non riscaldavano
la tua carne.
XVII
Il tempo passa
e snoda i miei pensieri
liberi
cavalli sulla spiaggia
E il lutto
dicono
si elabora
in un anno
Rincorro a piedi scalzi
le onde a perdifiato
rombano al galoppo
dentro alle mie orecchie
e l’orlo del vestito
salato
è sulle gambe
Sbatto le palpebre
e ora è già Natale
e mentre faccio
l’albero e il presepe
mi manca
la tua presenza lieve
girarmi attorno lenta
come la neve al ritmo della porporina
che vola dappertutto
nei canti americani
da feste
commerciali.
XVI
E ogni tanto ti prendevo
tra le braccia e ballavamo
ed era bello sentirti
in quegli istanti
finalmente sollevata
dall’angoscia dei castelli neri
che ti crollavano addosso lasciando
in macerie
i tuoi pensieri

