Ma io voglio ricordarti
com'eri sabato sera,
mentre cantavamo insieme
"Azzurro" e sorridevi e sorprendentemente sapevi
tutte le parole,
tu che da anni oramai
le avevi dimenticate,
perse o confuse,
insieme ai tuoi pensieri.
Torino, 20/03/2025
Categoria: stanze conosciute
Hai la sfacciata
timidezza dei papaveri
che si nascondono
tra le spighe mentre
ridono a squarciagola
il loro scarlatto.
La tua pelle è
il profumo
delle piante di fichi
alle tre dopo pranzo,
d'estate.
Non è perché tu
mi hai fotografato che
io sono un grande
chitarrista. È la musica che
ho dentro, che
la mia chitarra fa
ascoltare a chi lascia
la porta aperta al suono
delle tue parole.
Una confluenza è una frontiera
attraversata, un confine
in cui le cose
si confondono e diventano
altre, là dove
le parole si liquefano
e le benedizioni non sono
che un graffio luminoso
sulla pelle della notte.
