BUONGIORNO!

spazzatura creativa
Arman, Accumulazioni – Poubelle d’Atelier

Usando un cacciavite e un martello, distrusse la serratura ed entrò nell’appartamento. Poi avvolse la mazza in un asciugamano e, facendo attenzione a non fare troppo rumore, colpì e distrusse tutto ciò che si trovava nell’alloggio. Tutte le cose che si potevano distruggere le fece a pezzi, senza risparmiare nulla: dal televisore al lume, dall’orologio ai dischi, dal tostapane al vaso di fiori. COn le forbici recise il filo del telefono. Ai libri stacco il dorso e li fece a pezzi, svuotò dentifricio e crema da barba spargendoli sul tappeto. Sul letto versò della salsa. Fece a brandelli i quaderni che erano nei cassetti. Spezzò penne e matite. Ruppe tutte le lampadine. Con il coltello lacerò tende e cuscini. Con le forbici tagliò le camicie che erano nell’armadio. I cassetti che contenevano mutande e calzini li imbrattò completamente di ketchup. Stacco il fusibile dal frigorifero e lo gettò dalla finestra. Staccò il galleggiante dallo sciacquone del gabinetto e lo distrusse. Ruppe pure la cipolla della doccia. La devastazione fu meticolosa e completa.

 

Murakami Haruki, IQ84, 2009

 

BUONGIORNO!

arman accumulazioni
Accumulazioni – Orologi, Arman

 

Se non si è ricchi, avere del fascino non serve a nulla. L’atmosfera romantica è il privilegio dell’uomo ricco, non l’attività del disoccupato. Il povero dovrebbe essere pratico e prosaico. E’ meglio avere un reddito fisso che essere affascinanti: queste sono le grandi verità della vita moderna che Hughie Erskine non capì mai. Povero Hughie! Da un punto di vista intellettuale, bisogna riconoscerlo, non era gran cosa. Nella sua vita non disse mai niente di brillante, né tantomeno una cattiveria. Ma in fondo era stupendamente bello da vedersi, coi suoi capelli ricciuti e castani, il profilo perfetto e gli occhi grigi. Piaceva, e molto, tanto agli uomini quanto alle donne e aveva tutte le qualità, tranne la capacità di far soldi. Suo padre gli aveva lasciato la sua spada di cavalleria e una Storia della Guerra peninsulare in quindici volumi. Hughie appese la prima sopra allo specchio, ripose l’altra in uno scaffale tra la guida Ruff e il Bailey’s Magazine, e tirò avanti con duecento sterline all’anno che una zia glia aveva accordato. Aveva provato di tutto. Era stato in borsa per sei mesi. Ma cosa mai ci stava a fare una farfalla tra Tori e Orsi? Aveva resistito un po’ di più come mercante di te, ma si era presto stancato di pekoe e souchong. Poi aveva provato con la vendita dello sherry secco. Ma non faceva per lui: lo sherry era un po’ troppo secco. Negli utlimi tempi si era rassegnato a non far nulla: era diventato un giovanotto delizioso e inutile, con un profilo perfetto e senza alcuna occupazione.

Oscar Wilde, Il milionario modello