BUONGIORNO!

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Calla Lily, Robert Mapplethorpe, 1977

 

Quella era la vertigine, come quando si cade senza fine nei sogni e non c’è cosa a cui tenersi, se non proprio ciò che dà il capogiro. Le cellule che si trasformano tutte in nervose e poi tattili, in qualunque parte del corpo si trovino, e diventano affamate e assetate e cercano senza voler guardare quello che le sazierà.

Divoravo e ingoiavo linfa, immersa in un mondo di erba e vegetazione selvatica e calda, e più inghiottivo, più cercavo quei succhi perché la sete chiamava la sete.

Tokyo Love, Silvia Accorrà

 

BUONGIORNO!

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Teresa Zanetti, 2015

 

Era chiaro, dal modo familiare con cui aveva parlato al capostazione la sera prima, e dal modo in cui indossava “i calzoni da montagna”, che era nativa del paese delle nevi, ma il vivace disegno del suo obi, che si intravedeva sopra i calzoni, rendeva le ruvide strisce rosso brune di questi ultimi fresche e allegre e, per la stessa ragione, le lunghe maniche del suo kimono di lana avevano una certa grazia voluttuosa. I calzoni, con lo spacco proprio sotto il ginocchio, si gonfiavano sui suoi fianchi e il pesante cotone, pur nella sua naturale rigidezza, era in certo qual modo flessibile e delicato.

Kawabata Yasunari, Il paese delle nevi