BUONGIORNO!

Argo, Ben Affleck, 2012

Non ricordo che cosa stessi facendo o dove mi trovassi la domenica in cui sentii che l’ambasciata americana era stata occupata da un non meglio definito “gruppo di studenti”. Strano a dirsi, rammento soltanto che c’era il sole, la temperatura era mite, e che non assimilai completamente la notizia fino al giorno dopo, quando Ahmad, il figlio di Khomeini, annunciò che il padre sosteneva gli studenti e rilasciò una dichiarazione provocatoria: “Se non ci consegnano i criminali,” disse riferendosi allo scià e a Bakhtiar “allora faremo tutto ciò che è necessario”. Due giorni dopo, il 6 novembre, il primo ministro Bazargan, oggetto di critiche sempre più feroci da parte degli integralisti religiosi e della sinistra per le sue presunte simpatie liberali e filo-occidentali, rassegnò le dimissioni.
Presto i muri dell’ambasciata si coprirono di nuovi slogan: L’AMERICA NON PUO’ FARCELA CONTRO DI NOI! QUESTA LOTTA NON E’ TRA GLI USA E L’IRAN, MA TRA L’ISLAM E LA BLASFEMIA. PIU’ SIAMO A MORIRE, PIU’ FORTI DIVENTIAMO.
Montarono una tenda sul marciapiede e la riempirono di materiale propagandistico in cui si denunciavano i crimini commessi dagli Americani in tutto il mondo e si sosteneva la necessità di esportare la rivoluzione. All’università il clima era al contempo ansioso e euforico. Alcuni miei studenti, tra cui Bahri e Nyazi, non si facevano più vivi; probabilmente erano in prima linea chissà dove. Molte lezioni furono sostituite da accesi dibattiti, nell’irrequietezza generale.
Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran

BUONGIORNO!

gursky

99 Cent Diptycon, Andrea Gursky, 1999

Dovremmo distinguere la crescita dallo sviluppo. Sono realtà diverse. La crescita è uno sviluppo su se stesso, è l’autoriproduzione senz’altro scopo. Lo sviluppo è la trasformazione di potenzialità intrinseche in vista di un futuro rinnovato. Un tumore cresce, un essere vivente si sviluppa. Lo sviluppo implica un punto di partenza e l’orientamento a un punto finale. La crescita per la crescita è senza senso e conduce all’ipertrofia autodistruttrice. Lo sviluppo è generativo. La crescita è per la morte; lo sviluppo, per la vita. Ma, affinché non degeneri, occorre che abbia sempre obiettivi esterni ai quali tendere.

Se lo scopo del denaro è sempre altro denaro, la ricerca della sua crescita e dell’accumulazione è una forza devastatrice: nichilista e, al tempo stesso, devastatrice. Se volessimo, dunque, cercare una definizione potente e adeguata al tempo nostro di nichilismo, diremmo così: non semplicemente la mancanza di scopi, che di per sé significa semplicemente insensatezza, irrazionalità, gusto del bel gesto, cinismo, ma la coincidenza del mezzo con lo scopo. Avremmo così una definizione dotata di terribile razionalità: la pianificata e consapevole direzione verso l’illimitata dilatazione di sé, nell’ignoranza e nell’indifferenza rispetto a ciò che sta attorno. Fino al momento in cui ciò che sta attorno, e ne è vittima, nel suo ribollire, incomincia a rappresentare un pericolo per la propria autoriproduzione.

Gustavo Zagrebelsky, Moscacieca