armine o della bellezza

01-armine

I pantaloni a zampa sono belli? I c.d. “tacchi elefante” sono belli? La FIAT 500 che uscì nel 1957 era bella? The Americans di Robert Frank? Possiamo dire che è bello? E il free jazz di Ornette Coleman? E’ bello il free jazz? On the road di Jack Kerouak? Lo stream of consciousness di Mrs. Bloom nell’Ulisse di Joyce? Le serie dei Becher e tutta la New Topography, i dipinti di Picasso, le maschere africane, un vaso rotto e riparato secondo la tecnica di restauro kintsugi, un tatuaggio, una scarificazione, il piatto labiale delle donne Mursi, i piedi microscopici delle donne cinesi, i piercing … Uma Thurman! Sono belli? E attenzione che potrei andare avanti ad libitum a porre sempre la stessa domanda, prendendo come soggetto altre migliaia di esempi. Ma sono buona e ve lo risparmio.

E’ possibile che siamo ancora qui, nel 2020, a chiederci chi e che cosa sia bello?

Ma che domanda è? Perché scatena così tanta indignazione Gucci che sceglie Armine Harutyunyan  per le sue nuove campagne pubblicitarie e la proclama tra le dieci donne più sexy e belle del pianeta?

E’ possibile che non abbiamo ancora capito la lezione, dopo millenni di filosofare sul bello?

Ogni volta che una forma si allontana dagli schemi consueti, quelli che la generalità ha accettato e introiettato, viene bollata come “brutta“. Eppure basta fermarsi un istante a riflettere per rendersi conto che è sempre e solo una questione di tempo. Che dopo un po’ che le FIAT 500 giravano per le strade del mondo, abbiamo cominciato a vederne la bellezza. Che quando i jeans a zampa sono entrati nei nostri occhi e il nostro cervello li ha registrati come “usuali” anch’essi hanno iniziato a essere belli, e sexy pure! Che The Americans di Frank, così come The shape of jazz to come di Coleman sono riconosciuti come dei capolavori assoluti, ciascuno nel proprio genere. E che il modo di scrivere di Kerouak è diventato un vero e proprio stile. I tatuaggi ormai se li fanno tutti, così come i piercing peraltro, e nessuno urla più allo scandalo (ricordo ai più giovani che non più di trent’anni fa i tatuaggi erano roba da avanzi di galera, in senso letterale).

Io sono convinta che il volto asimmetrico e intenso di Armine scriverà una nuova pagina della bellezza. Con i suoi occhi color miele incorniciati dalle sopracciglia folte e scure, con la pelle ambrata e luminosa dei suoi poco più che vent’anni, con le labbra perfettamente disegnate capaci di aprirsi (a dispetto di tutto quello che è stato detto su di lei) in un sorriso contagioso, questa ragazza ci sta indicando The shape of beauty to come. E io, che potrei essere sua madre, ne sono felice. Felice di vedere che finalmente qualcuno sta aprendo gli occhi e che possiamo finalmente cominciare a liberarci degli stereotipi in stile Ken e Barbie.

Lasciate passare qualche anno e vedrete che, quando il fatto che Armine sia bella non sarà più in discussione, i ragazzi del 2030 si domanderanno come fosse possibile che solo pochi anni prima qualcuno potesse darle della bruttona.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...