Preferisco il quotidiano cartaceo perché sotto agli articoli non ci sono i commenti di lettori che si sentono in diritto e in dovere di dire sempre la loro.
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NO

E… insomma… Che dire? Le riforme costituzionali non si fanno a colpi di maggioranza.
Non c’è riuscito Berlusconi nel 2006.
Non c’è riuscito Renzi nel 2016.
Non c’è riuscita Meloni nel 2026.
L’abbiamo capito o c’è qualcuno che si vuole candidare per il 2036?
La costituzione è di tutti. Di chi governa (perché governare non è comandare) e di chi sta all’opposizione.
Del resto l’assemblea che l’ha scritta era composta da tutte le anime presenti in Parlamento.
Pensieri sparsi
Penso che George Clooney dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di candidarsi alle prossime presidenziali USA.
Né con i democratici, né con i repubblicani, ma con un partito tutto suo.
Non sto scherzando.
Perle di saggezza di una nonna torinese
Una sordità ben amministrata è garanzia di felicità.
Non addobarti come la Madonna di Oropa, anche il gioiello più bello passa inosservato se presentato in mezzo a tanta altra roba.
È più facile trovare un marito che un parrucchiere che ti soddisfi.
Buongiorno!
Ho comprato e, almeno per i primi capitoli, letto d’un fiato il libro di un filosofo cinese, Jianwei Xun, intitolato Ipnocrazia.
Mi ha subito intrigato sin dalle prime pagine, con la sua teoria di una società catturata dalla rete a cui è impossibile sfuggire perché capace di inglobare ogni forma possibile di resistenza trasformandola in tendenza capace a sua volta di catturare algoritmicamente altri utenti/fruitori/consumatori qualcuno dei quali potrebbe essere tentato dal resistere a sua volta e così innescando nuovamente il giro.
Però, poi andando avanti nella lettura ho iniziato a annoiarmi, a trovarlo baroccamente ridondante. Una ripetizione insistita di alcuni, pochi, concetti detti in modi diversi, girando e rigirando le stesse frasi.
Ho fatto alcune ricerche in rete e di questo filosofo cinese non ho trovato traccia. Alla fine ho annotato all’ultima pagina del libro “non mi stupirebbe scoprire che questo filosofo non esiste e questo libro è stato scritto con l’IA”.
Al di là di questo appunto conclusivo, è però un libretto che mi ha fatto pensare che l’unico modo per sfuggire al mondo di perenne ipnosi in cui rischiamo di affogare grazie agli algoritmi che ci costruiscono fittiziamente l’habitat che desideriamo, intercettando i nostri gusti attraverso ogni nostra scelta fatta in rete (ricerche di ogni tipo, dagli acquisti su Amazon, agli affitti su Airbnb), sia quello degli antonimi di Pessoa.
…e comunque a me il caffè piace fatto con la moka…
(aggiornato il 13/03/2025).
