BUONGIORNO!

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Ritratti di Fabbriche, Gabriele Basilico, 1981

 

C’è chi a Milano c’è nato, e per questo l’ama, e c’è chi ci è arrivato seguendo una delle tante occasioni che la vita ti mette davanti. Ma non per questo l’ama di meno.

E’ una città difficile da apprezzare se non la guardi attraverso gli occhi di un innamorato. Per me che venivo da una città di mare, una città abbracciata dalle colline aspre e il cui cielo era spazzato regolarmente dalla bora, trovarmi in una metropoli dove il cielo azzurro è un evento, dove il panorama è occultato dai profili delle case, dove per sentire il profumo di iodio devi andare nell’area relax di una palestra … è stato uno shock. Che è durato fino a quando, una sera tardi, in compagnia di un amico, siamo andati in una birreria.

Corro perché mia mamma mi picchia, Giovanni Storti – Franz Rossi, 2013

 

BUONGIORNO!

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Les yeux fertiles, Teresa Zanetti, 2015

 

Non ci capiva né ci amava, oltre al Fernaspe e alla vedova Viganò, la portiera dello stabile, una donnetta rimpicciolita e smagrita dalla cattiveria, che potendo ci avrebbe fatto del male, spesso e volentieri. E bastava uscire un momento dalla cittadella attorno alla Braida del Guercio per sentire che anche gli altri, tutti, ci erano ostili. Eppure noi non trascuravamo mai di rivolgere la parola ai bisognosi, alle vecchiette piangenti a un angolo della strada, ai mendicanti, alle cassiere del bar, alle commesse dei negozi.

Ai passanti no, perché erano troppo occupati a passare …

Luciano Bianciardi, La vita Agra