Flee

Jonas Poher Rasmussen, 2022

Poetico cartone animato inframmezzato da quelle che in linguaggio giornalistico si chiamano “immagini di repertorio”.

Flee (fuga ma anche rifugiato, ma anche scappare, ma anche … e quindi bene han fatto a non tradurre – questa cosa delle traduzioni mi sta sempre più ossessionando) racconta la storia di Amin piccolo profugo afghano a conoscenza della propria omosessualità sin dalla più tenera infanzia.

Storia di un diverso tra i diversi, insomma, ammesso che questo termine abbia un significato in un mondo di soggetti (cioè di individui sempre unici – cosa che, almeno a me, pare un bene).

Non c’è pietismo. Non ci sono lacrimucce facili. Non c’è condanna. Mentre ben potrebbero esserci tutti e anche altri.

C’è solo il racconto dei fatti così come li ricorda il protagonista. E allo spettatore di giudicarli.

Al Cinema!!!

Supernova (Harry McQueen, 2020)

Omosessualità. Alzheimer. Eutanasia.

In un viaggio in camper, nella grazia struggente della campagna inglese di fine estate, Colin Firth e Stanley Tucci ci raccontano, senza mai scadere nel patetismo, nel sentimentalismo, nel manierismo, la storia di infinito amore tra Sam e Tusker, un pianista che non suona ormai più e uno scrittore che sta perdendo se stesso, dissolvendosi nelle nebbie della malattia che lo ha colpito a tradimento.

Un film che dovrebbero vedere tutti.