AL CINEMA!

Fratelli Nemici, David Oelhoffen, 2018

 

La danza triste delle sconfitte.

Perdono tutti in questa storia sporca.

Perde Imran, che perde la vita.

Perde Manuel, che perde anche lui la vita, proprio quando sembrava che ce l’avesse fatta.

Perde Driss, che perde tutto, amici, stima di sé, amore della famiglia.

Perdono i figli, le mogli, le madri, i padri …

Eppure è una storia bella al limite dello strazio. Di amici di banlieue, nella periferia che fatica a sbarcare il lunario, tra mille espedienti e sotterfugi per cavarsela.

DI uomini che amano, nonostante tutto e che sono disperatamente amati. Nonostante tutto.

Di donne coraggiose. Di bambini che giocano a pallone nel parcheggio del carcere e pazienza se non si può, ma il tempo bisogna pur farlo passare, quando si aspetta un amico di papà che sta per uscire in libertà per fine pena.

E appena si esce, si ricomincia, da dove si era lasciato.

E i più insospettabili sono proprio i peggiori, quelli che fanno di tutto perché tutto cambi, in modo che alla fine non cambi proprio niente.

 

 

BUONGIORNO!

Eugène-Atget-les-Halles-marchandes-de-poissons-1910
Eugène Atget, Les Halles – Paris, 1910

 

Au milieu du grand silence, et dans le désert de l’avenue, les voitures de maraichers montaient vers Paris, avec les cahots rhythmés de leurs roues, dont les échos battaient les façades des maisons, endormies aux deux bords, derrière les lignes confuses des ormes. Un tombereau de choux et un tombereau de pois, au pont de Neuilly, s’étaient joints aux huit voitures de navets et de carottes qui descendaient de Nanterre; et les chevaux allaient tout seuls, le tête basse, de leur allure continue et paresseuse, que la montée ralentissait encore. En haut, sur la charge des légumes, allongés à plat ventre, couverts de leur limousine à petites raies noires et grises, les charretiers sommeillaient, les guides aux poignets …

 

 

BUONGIORNO!

la_sciarpa_di_isadora

Teresa Zanetti, 2013

 

Io voglio, per comporre castamente le mie egloghe,

coricarmi vicino al cielo, come gli astrologi

e, vicino ai campanili ascoltare sognando

i loro inni solenni portati dal vento.

Con le due mani al mento, dall’alto della mia mansarda,

vedrò l’officina che chiacchiera e canta,

le ciminiere, i campanili, antenne di città

e i cieli immensi che fanno sognare di eternità.

È dolce, attraverso la bruma, veder nascere

la stella nell’azzurro, la lampada alla finestra

i fiumi di carbone salire al firmamento

e la luna rovesciare il suo pallido incanto.

Vedrò le primavere, le estati, gli autunni

E quando giungerà l’inverno con le sue nevi monotone

Chiuderò in ogni dove porte e finestre

Per costruire nella notte i miei palazzi di fate.

Allora sognerò di orizzonti bluastri,

di giardini, di acque piangenti negli alabastri,

di baci, di uccelli che cantano sera e mattino

di tutto ciò che l’Idillio ha di bambino.

La sommossa, tempestando invano ai miei vetri,

non mi farà sollevare la fronte dal mio leggio;

perché sarò immerso in questa voluttà

di evocare Primavera con la mia volontà

di trarre un Sole dal mio cuore, e di fare

dei miei pensieri ardenti una tiepida atmosfera.

Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal,  Quadri Parigini – LXXXVI – Paesaggio