Raccolgo qua e là altri pensieri sparsi

Non ho mai provato nulla
di simile con nessun
altro prima di te.
Un'attrazione fisica
e mentale insieme, che
si nutrono l'una
dell'altra e entrambe
di una tensione quasi
sadomasochistica, fatta
di filosofia e di scherzi
e letteratura, d'ironia
e dispetti e piccole
crudeltà e gesti d'amore
così minuscoli da essere
invisibili agli occhi
degli altri. Ma non
ai nostri, che ben
sappiamo cercarli
là dove si nascondono.

Il gatto e il topo

Se vogliamo continuare
a giocare al gatto col topo,
tu e io, a me sta bene.
C'è qualcosa di erotico in questo
continuo tira e molla che ci fa
eternamente languidi,
eternamente affamati
l'una dall'altro.
Uno shibari
in cui le parole sono corde
e ciascuno di noi due è
allo stesso tempo chi
lega e chi è legato
e un po' stringe
il nodo e un po'
lo allenta, nel continuo
aggiustamento di un equilibrio
che non può che essere instabile,
perché non sappiamo mai quando
l'altro deciderà
di parlare e possiamo
solo aspettare
la sua prossima mossa...

Da mio padre ho imparato

Da mio padre ho imparato
la parresia.
Perché non ci siano malintesi.
O per ridurli al minimo, quantomeno.
Declino questo parlar chiaro, chiamando con il suo nome proprio, ogni cosa,
anche se questo mi fa antipatica
alla maggior parte delle persone
che hanno a che fare con me.
E che di sicuro, tra l'altro,
fa a pugni
con le metafore, che
lasciano quelle zone
d'ombra tanto affascinanti
quando si tratta di poesia,
ma che rischiano di complicare orrendamente
le cose nei rapporti umani.