BUONGIORNO!

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Passanti, Nicola Marongiu, 2018

“Un uomo in cappotto scuro, con il cappello e le mani in tasca, cammina lento (spesso, anche se non sempre, lontano dalla macchina fotografica). Il cappotto scuro e il cappello fanno sì che sovente l’uomo sia solo una silhouette. Ritorna sempre nelle immagini di Kertész (…). Indugia e con questo intendo in realtà dire il contrario: è la macchina fotografica di Kertész che indugia su di lui …”
Jeoff Dyer, L’infinito istante

BUONGIORNO!

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Bocksay Ter, Ungheria, Andre Kertész, 1914

 

In cima alla scalinata, davanti alle porte chiuse del teatro, ho visto una sagoma che mi ricordava vagamente qualcuno, ma non riuscivo a capire chi. Era un uomo con un cappotto nero, reggeva come gli altri una candela, ed era circondato da diverse persone con cui parlava sottovoce. Al centro di quel cerchio dominava la folla, benché defilato attirava gli sguardi, dava l’impressione di essre importante, e per qualche strana ragione mi ha fatto pensare a un boss mafioso che partecipi, attorniato da guardie del corpo, al funerale di uno dei suoi uomini. Lo vedevo di scorcio; dal bavero rialzato del cappotto spuntava un pizzetto. Accanto a me, una donna che pure lo aveva notato si è rivolta alla vicina: “E’ venuto Eduard, bene”. L’uomo ha girato la testa, come se nonostante la distanza l’avesse sentita. La fiamma della candela ne ha scolpito i lineamenti.

Ho riconosciuto Limonov.

Limonov, Emmanuel Carrère