IX

Dei primi tempi
in cui ti sei ammalata
ricordo la speranza
che guarissi presto
e il far le cose
in fretta e trattenendo il fiato
come in apnea
se corri i cento metri
o sotto l’acqua
quando tocchi il fondo
e batti con i piedi
dandoti la spinta
e poi risali
mentre ti conti mentalmente il tempo
con l’urgenza
di riemergere dal mare.


E non è stato facile
capire ch’era la maratona invece
la gara a cui eravamo iscritti
e il tempo che passava e non cambiava
di una virgola
lo stato delle cose
e tu soffrivi
e noi
non sapevamo più che fare.

VIII

Gli anni
che mi hai preso
e che ti ho dato
me li porto addosso
nelle rughe sul mio viso
o nella piega quasi triste
che prende
a volte il mio sorriso quando
penso a quel che siamo state.

Pure i vestiti che indossavi
li ho scelti tutti io
durante questi anni
persino quelli che portavi
nell’ultimo passaggio.

Ti ho fatto una carezza
sulle mani
così affilate
e ceree
immobili e composte.
Così fredde.

E abbiam dimenticato
di metterti
intrecciato tra le dita
quel simbolo di chiesa
che a tutti fa da viatico
qualora mai
di là ci fosse un dio.

È morto Giorgio Armani

Il re, il genio della moda, nessuno come lui, la moda non sarà mai più la stessa senza di lui, ha liberato le donne (veramente era stata Coco Chanel, ma va bene lostesso), le donne lo devono ringraziare (per che cosa è a scelta)…

Ma solo io me lo ricordo in un’intervista con Minoli, a Mixer ? ⬇️


https://www.rainews.it/video/2025/07/mixer-faccia-a-faccia-intervista-a-giorgio-armani-38d1399a-e3e9-452d-ba8f-d350002e2632.html

Era il 1983 e il mio satanico concittadino, in una serie di domande che si facevano via via sempre più pressanti, lo aveva portato a dire cose di cui non so se, poi, si sia mai veramente pentito.

Si arricchiva vestendo le donne, ma dichiarava di preferire vestire gli uomini perché sono “Molto più saggi, molto meno strani nelle loro pretese, molto più positivi”.

E alla domanda di quale parte del corpo femminile volesse eliminare, rispondeva sereno che era l’esuberanza del corpo a dargli fastidio.

O ancora diceva di pensare a donne giovani e belle per disegnare abiti che non avrebbero potuto acquistare e che sarebbero, invece, stati comprati da donne vecchie e brutte.

Oltre ad altre interessanti affermazioni (sulla ricchezza, la politica, la fede…) che chi avrà la pazienza di ascoltare tutta l’intervista potrà apprezzare.

Così, giusto per riflettere.

Arrivo a La Cambe
sul finire di agosto
sotto un cielo pesante
di nuvole
nere
e il vento dal mare
rabbrividisce le foglie
di giovani alberi
che stanno
all’intorno

Di tutte le immense
distese di uguali
che giacciono
eterni
qui in Normandia
è questa che mi ha fatto
più male
è questa che mi appare
più atroce

All’ingresso ti dicono
subito
quel che è
vietato
È vietato portare dei fiori
È vietato lasciar degli scritti
È vietato lasciar degli oggetti

Tutto è spoglio
e le lastre brutali
in cemento sono stese
ordinate per terra
in file
a perdita d’occhio

Sole si ergono
a gruppi di cinque
ogni tanto
schiere nere di croci
a interrompere il già macabro ritmo

Su ogni lastra sta scritto
con il nome e il cognome
con le date di nascita
e morte
“ein deutscher soldat”

E qualcuno era poco più che
un bambino
Sedici anni
Diciassette, diciotto
non ancora compiuti

Gli hanno dato un elmetto
e un fucile
una patacca di latta
appuntata sul petto
e la testa riempita
di mille stronzate
Li han mandati
a combattere al fronte
millantando promesse insensate
che sapevano
di non mantenere
a morir con infamia
una guerra già persa
dalla parte sbagliata della storia

Piove adesso
con gocce piccine
che picchiettano lente
sul prato