Arrivo a La Cambe
sul finire di agosto
sotto un cielo pesante
di nuvole
nere
e il vento dal mare
rabbrividisce le foglie
di giovani alberi
che stanno
all’intorno

Di tutte le immense
distese di uguali
che giacciono
eterni
qui in Normandia
è questa che mi ha fatto
più male
è questa che mi appare
più atroce

All’ingresso ti dicono
subito
quel che è
vietato
È vietato portare dei fiori
È vietato lasciar degli scritti
È vietato lasciar degli oggetti

Tutto è spoglio
e le lastre brutali
in cemento sono stese
ordinate per terra
in file
a perdita d’occhio

Sole si ergono
a gruppi di cinque
ogni tanto
schiere nere di croci
a interrompere il già macabro ritmo

Su ogni lastra sta scritto
con il nome e il cognome
con le date di nascita
e morte
“ein deutscher soldat”

E qualcuno era poco più che
un bambino
Sedici anni
Diciassette, diciotto
non ancora compiuti

Gli hanno dato un elmetto
e un fucile
una patacca di latta
appuntata sul petto
e la testa riempita
di mille stronzate
Li han mandati
a combattere al fronte
millantando promesse insensate
che sapevano
di non mantenere
a morir con infamia
una guerra già persa
dalla parte sbagliata della storia

Piove adesso
con gocce piccine
che picchiettano lente
sul prato

VI

Di certo
non avevam previsto
l’intimità forzata
che la tua malattia
ci ha imposto
Ci sono cose che una madre
non è disposta
a lasciar fare a un figlio
maschio
Il pudore
a volte
genera vergogna
anche quando la mente
è diventata vaga
e i pensieri
non si sa più dove vanno


Della ricostruzione
di me stessa
dopo questi 13 anni
insieme
è forse questa
la parte più complessa
Pensare alle domeniche mattina
quando arrivavo
a casa tua per aiutarti
a fare il bagno e poi vestirti
prendendomi cura di quel corpo
le cui carni
a poco a poco
han perso consistenza
E infine realizzare
che se eri madre
dell’uomo che ho sposato
per me eri diventata figlia


Una figlia
che non desideravo.


Ma in fondo
quando mai abbiamo
i figli che vogliamo?
E se ci penso bene
è pure giusto: essere madri
è proprio questo: accogliere
quei figli
che ci bussano alla porta
e amarli
anche

o forse soprattutto
quando non son quelli
che avevam sognato.


E adesso che lo scrivo
piango