Dei primi tempi
in cui ti sei ammalata
ricordo la speranza
che guarissi presto
e il far le cose
in fretta e trattenendo il fiato
come in apnea
se corri i cento metri
o sotto l’acqua
quando tocchi il fondo
e batti con i piedi
dandoti la spinta
e poi risali
mentre ti conti mentalmente il tempo
con l’urgenza
di riemergere dal mare.
E non è stato facile
capire ch’era la maratona invece
la gara a cui eravamo iscritti
e il tempo che passava e non cambiava
di una virgola
lo stato delle cose
e tu soffrivi
e noi
non sapevamo più che fare.

Si avvicina il giorno di mia mamma. Non riesco a sentire la mancanza. Neanche di papà. Del mondo di allora, però, quando ero piccolo degli zii, dei nonni, dei cugini che il Tempo ha chiamato a sé inaspettatamente, si. E forse un giorno le bassezze quotidiane, evaporare e messe ad ammuffire il.una stanza, lasceranno spazio al poter stare assieme in serenità. 🫂
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Grazie Giancarlo per aver condiviso le tue parole. 🌺🌿
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