5 novembre 2024

Tre libri mi sento di suggerire in lettura per, se non proprio capire, almeno cercare di decifrare questo momento storico così confuso e violento.

Tre libri che coprono poco più di un secolo di storia, ma un secolo di avvenimenti e cambiamenti così profondi, violenti e repentini che tutto quello che è avvenuto prima appare di una lentezza esasperante.

Psicologia delle folle, Gustave Le Bon (non so se c’entri qualcosa con il ben più noto – almeno alle donzelle della mia generazione – Simon). Scritto nel 1895 ha ancora molto da dire nel 2024

Le origini del totalitarismo, Hannah Arendt. Una riflessione – all’indomani (1949) della Seconda Guerra Mondiale e dei suoi orrori, delle sue devastazioni – sulle ragioni storiche, culturali e sociopolitiche del come sia stato possibile arrivare a tanto.

Authoritarian dynamic (curiosamente non ho trovato un’edizione italiana ma per chi si vuole avventurare in una lettura in Inglese (non semore agevole, va detto), nel 2005 Karen Stenner chiude il cerchio raccontandoci le ragioni profondamente umane che portano a certe conclusioni.

Pensieri

Confesso che uno che dice che l’Italia è erratica, “aborigena perché aberrigena”, che è un Paese che nasce dalle genti che vengono dal mare e si spostano verso la montagna e poi tornano e rivanno, il che sostanzialmente significa che la storia dell’Italia, la nostra storia, è una storia di migrazione, ebbene a me, uno così, sta pure un po’ simpatico.

Riflessioni

È il primo anniversario del 7 ottobre, una data che, come e forse più di altre (foss’anche solo perché è più vicina di altre) nella Storia, ha segnato uno spartiacque tra un prima e il dopo in cui più nulla è stato uguale.
Non mi voglio perdere in parole che, pronunciate da questo lato del mondo, sono oziose e retoriche (e spesso rappresentano il frutto di ignoranza e pregiudizio e di un’incapacità, sempre più profonda, di pensiero critico e relativo). È tanto più facile vedere le cose (e le persone, ovviamente) integralmente buone o integralmente cattive, senza tener conto dell’infinità di sfumature che stanno in mezzo e che abitano in tutto.
Mi preme, invece, ragionare su quanto ci si aspetta che possa accadere. Quella fatidica prossima mossa già annunciata e volutamente, come è logico, non dettagliata.
Se riguardo a questo anno appena concluso, nessuna delle idee attuate dal beniamino solo di nome era stata non dico prevista, ma nemmeno ipotizzata. Si sapeva con certezza che qualcosa avrebbe fatto (e con altrettanta certezza che si sarebbe trattato di azioni estremamente violente) ma nessuno avrebbe mai immaginato l’esplosione dei cercapersone o il missile che chirurgicamente colpiva a Damasco, il 1° aprile (non riesco a togliermi dalla testa che anche la data sia stata scelta con intenzione).
O ancora il messaggio di pochi giorni fa diretto al nobile popolo iraniano (e so che sui muri di Teheran stanno cominciando a comparire timide frasi di adesione a quell’appello).
Mentre dagli USA l’elefantino sprona all’attacco degli impianti nucleari e l’asinello cerca di frenare, indicando piuttosto i pozzi petroliferi, temo che anche questa volta resteremo basiti.
Perché sarebbe troppo facile ed è proprio a un attacco come quello che tutti si stanno preparando.
E sono pure persuasa che non accadrà nell’immediato (far macerare l’avversario nel proprio brodo è una tecnica consolidata).
Se appena ci si sofferma a riflettere, subito salta all’occhio in tutta la sua evidenza che il “dove-come-quando-chi” dei colpi inferti (è chiaro che non sto parlando dei bombardamenti a tappeto sulla povera gente che, nell’ottica di uno stratega, sono comunque niente più che un inevitabile corollario) in questi 365 giorni è sempre stato imprevedibile e soprattutto volto a far sentire forte e chiaro a ogni nemico di “Giacobbe lo zoppo” che “colui che lottò col Signore e vinse” (non scordiamo che le parole sono di importanza fondamentale, in particolare per le culture iconoclaste) è in grado di colpire al cuore ogni volta che vuole.

Riflessioni da rientro. 2

Annaaaaa!!!! Anna, sono tornata!
Ho fatto unascopertasensazionale, Anna! E la colpa è tua! Non ti dirò mai che è merito tuo, lo sai, vero?
Ti ricordi l’altro giorno, quando mi dicevi che detesti le fotografie pubblicate su siti sosssscccialllll con tanto di illuminazione artificiale fornita da didascalie di frasi fatte o aforismi? Te lo ricordi? Stavamo sotto i portici, da qualche parte nella nostra Torino di fine estate, già fresca, ma ancora risplendente di sole, e riflettevamo su queste e altre miserie umane… Un po’sulserio e un po’ non tanto…

Insomma, qualche giorno fa avevo un po’ di tempo da perdere. Espressione infelice molto cara alla mia borghesissima nonna torinese. Te la ricordi la nonna Felicita? Un misto tra Gozzano e Wolf (Virginia, che mi hanno detto che adesso anche le donne vanno citate col solo cognome, senza anteporre l’articolo determinativofemminilesingolare, solo che se non specifico che è Virginia, tutti finiscono per pensare a Nero, Wolf, intendo, è il patriarcato, babe!), la nonna Felicita, dicevo, che non sopportava di vedere qualcuno con lo sguardo perso dietro ai propri pensieri… Avevo un po’ di tempo da perdere, dicevo, e così ho fatto un esperimento. Che mi ha poi confermato che quel tempo è stato ben speso.
Sai che ho fatto?
Ho visitato uno di quei siti dove si pubblicano aforismi, le detestabili frasette buone per tutte le stagioni, estrapolate come perle preziose dall’ostrica di discorsi decisamente più ampi (tutti pronunciati o scritti da grandi pensatori, ci mancherebbe!) e poi donate a piene mani agli utenti. E invariabilmente accompagnate da immagini fotografiche pittoriche, o al più da fotografie di quadri di pittori impressionisti… Ah! La luce come la sapeva interpretare Pizarro… (e qui profusione di emoticon con gli occhi a cuoricino!).

Ebbene, ho compulsato la pagina web “en boucle” come direbbero i Francesi e…
“Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta.”
Platone, Apologia di Socrate

“Lo strumento basilare per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se controlli il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.”
Philip K. Dick

“Hanno portato i giovani a non cercare altro che il lusso e l’ozio, sia fisico sia morale, li hanno resi molli e pigri, incapaci di resistere ai dolori e ai piaceri.”
Platone, Repubblica – Libro VIII

“Già mezza Europa… è sulla via del caos, ebbra di fanatiche illusioni cammina sull’orlo dell’abisso e canta, canta un inno ebbro come cantava Dmitri Karamasoff. Il borghese oltraggiato ride di questi canti, ma il santo e il veggente li ascoltano piangendo.”
Hermann Hesse

“La bellezza non è nel volto; la bellezza è una luce nel cuore” .
Kahlil Gibran – Il Profeta

“È il diavolo a lottare con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini”.
Fëdor Dostoevskij – I fratelli Karamazov

“Chi è amico di tutti non è amico di nessuno.”
Arthur Schopenhauer.

“Si corrompe nel modo più sicuro un giovane, se gli si insegna a stimare chi la pensa come lui più di chi la pensa diversamente “.
Friedrich Nietzsche

“La gente non vuole pensare. Ecco perché la televisione è così popolare! È più facile che leggere, più facile che pensare.”
Ray Bradbury – Fahrenheit 451

E… Anna!!! W-O-W! Mi sono detta “Ma qui sta la quintessenza della sapienza! Come non dirsi d’accordo con tutte e ciascuna di esse?”!!! Eh?
Eh, beh! Certo! Provengono, ciascuna!, dalla bocca di un grande pensatore!
Platone, Bradbury, Schopenhauer, Nietzsche (menomale che c’è il correttore ortografico, perché mi incasino sempre a scriverlo, un po’ come Gewürztraminer, che si riesce a pronunciarlo bene solo dopo averne bevuto qualche bicchiere…).

Epperò… Epperò (apposto, avvolte… Epperò!) tutte queste preziose perle di saggezza, a leggerle e rileggerle e rileggerle ancora… hanno cominciato a farmi l’effetto che mi facevano da piccola le parole ripetute all’infinito. Te lo ricordi Anna, quel gioco, che facevamo, da piccole? Trentinotrentinotrentinotrentinotrentino… Te lo ricordi? Ammesso che si riuscisse a non intorcinarsi la lingua nella ripetizione forsennata, le parole perdevano di senso! Completamente! E così i miei aforismi…
Più li rileggevo e ci riflettevo e più mi parevano di una banalità sconcertante.
Tutta quella luce, che di primo acchito mi aveva rischiarato i pensieri, d’improvviso era appassita! Si era fatta fioca come la lucina delle candele sulla torta di compleanno di un vecchio…

Ecco cos’era che ci infastidiva! La cultura in pillole!

Al solito Luminosa dopo tutta questa tirata, stacca la comunicazione, senza nemmeno lasciarmi il tempo di ribattere… Le voglio bene, però giuro che la prossima volta non rispondo al telefono…