Buongiorno!

Ho comprato e, almeno per i primi capitoli, letto d’un fiato il libro di un filosofo cinese, Jianwei Xun, intitolato Ipnocrazia.

Mi ha subito intrigato sin dalle prime pagine, con la sua teoria di una società catturata dalla rete a cui è impossibile sfuggire perché capace di inglobare ogni forma possibile di resistenza trasformandola in tendenza capace a sua volta di catturare algoritmicamente altri utenti/fruitori/consumatori qualcuno dei quali potrebbe essere tentato dal resistere a sua volta e così innescando nuovamente il giro.

Però, poi  andando avanti nella lettura ho iniziato a annoiarmi, a trovarlo baroccamente ridondante. Una ripetizione insistita di alcuni, pochi, concetti detti in modi diversi, girando e rigirando le stesse frasi.

Ho fatto alcune ricerche in rete e di questo filosofo cinese non ho trovato traccia. Alla fine ho annotato all’ultima pagina del libro “non mi stupirebbe scoprire che questo filosofo non esiste e questo libro è stato scritto con l’IA”.

Al di là di questo appunto conclusivo, è però un libretto che mi ha fatto pensare che l’unico modo per sfuggire al mondo di perenne ipnosi in cui rischiamo di affogare grazie agli algoritmi che ci costruiscono fittiziamente l’habitat che desideriamo, intercettando i nostri gusti attraverso ogni nostra scelta fatta in rete (ricerche di ogni tipo, dagli acquisti su Amazon, agli affitti su Airbnb), sia quello degli antonimi di Pessoa.

…e comunque a me il caffè piace fatto con la moka…

(aggiornato il 13/03/2025).

5 novembre 2024

Tre libri mi sento di suggerire in lettura per, se non proprio capire, almeno cercare di decifrare questo momento storico così confuso e violento.

Tre libri che coprono poco più di un secolo di storia, ma un secolo di avvenimenti e cambiamenti così profondi, violenti e repentini che tutto quello che è avvenuto prima appare di una lentezza esasperante.

Psicologia delle folle, Gustave Le Bon (non so se c’entri qualcosa con il ben più noto – almeno alle donzelle della mia generazione – Simon). Scritto nel 1895 ha ancora molto da dire nel 2024

Le origini del totalitarismo, Hannah Arendt. Una riflessione – all’indomani (1949) della Seconda Guerra Mondiale e dei suoi orrori, delle sue devastazioni – sulle ragioni storiche, culturali e sociopolitiche del come sia stato possibile arrivare a tanto.

Authoritarian dynamic (curiosamente non ho trovato un’edizione italiana ma per chi si vuole avventurare in una lettura in Inglese (non semore agevole, va detto), nel 2005 Karen Stenner chiude il cerchio raccontandoci le ragioni profondamente umane che portano a certe conclusioni.

Pensieri

Confesso che uno che dice che l’Italia è erratica, “aborigena perché aberrigena”, che è un Paese che nasce dalle genti che vengono dal mare e si spostano verso la montagna e poi tornano e rivanno, il che sostanzialmente significa che la storia dell’Italia, la nostra storia, è una storia di migrazione, ebbene a me, uno così, sta pure un po’ simpatico.