Carol Rama osserva

Ho capito che l’arte
è qualcosa che assorbe
non ti importa più niente
se il mondo ti guarda
tu diventi una porta
attraverso la quale
il mondo che vedi
esce senza pudori
come fiotti di vomito
della tua sofferenza
o schizzi
(di sperma o grumi)
di sangue

Sino a dove posso spingermi a scrivere quello che ho dentro?
L’arte è anche maleducata?

18 e 19 Dey 1404

Turbanti bianchi,
caffettani
e cuori neri
affamati di denaro
e di potere
si saziano col sangue
di chi chiede pane
e libertà
e osa protestare
con le palme
delle mani
vuote
rivolte verso il cielo

Mitragliatori

Attoniti guardiamo
immagini di morte
assistiamo
non sentiamo
l’odore della strage
il suono del massacro
ma urlano
i corpi martoriati
in cumuli ammassati
dentro a sacchi
come immonde spazzature
che faticano a filtrare
dalla cortina che ormai
si è fatta spessa del vetro
dello smartphone
zittito dal nemico

Urla di morte
deflagrano di notte

Idranti
Per ripulir le strade
Lavare via la vita
dei caduti


Ho perso
quasi tutte le parole
per dire
quel che penso
e quel che vedo
Di un mondo
che ogni giorno
mi appare
sempre più
privo di senso

Le lacrime
non bastano
a raccontar l’orrore