Non ci sono più lacrime
tra queste macerie
che si estendono
oltre i confini del dicibile
Non ci sono più lacrime
negli occhi delle madri
le bocche spalancate
in grida sorde
allineano quei figli
dilaniati
nei sudari
che bianchi avvolgono
sui corpi di cui hanno
sentito crescere la vita
nei ventri ormai contratti
dal dolore della morte
Non hanno più lacrime
le gole dei bambini
per dir la sofferenza
nei letti di ospedali
bombardati
senza nemmeno più la forza
di un lamento
e lanciano all’intorno
sguardi vuoti
spaesati dalla ferocia
che gli si abbatte contro
e non si arresta
Non hanno più lacrime
le mani degli uomini
che stendono
verso il nulla
piatti vuoti
riempiti
di proiettili e bestemmie
per il solo fatto
che si ostinano a r-esistere
Piangono le gazzelle
quando il leone mangia
una di loro? Invocano
un dio che lo punisca
quando terminerà la corsa
lungo la savana?
Che sappiano
o non sappiano
non conta.
Non esiste un dio.
Non quello misericordioso
delle storie
che la bestia umana
si racconta per render
meno duro il suo
pesante andare
per il mondo
per immaginare un luogo
in cui giustizia
quella vera
sia finalmente fatta.
