Buongiorno!

Erano mesi strani, quelli, in cui la gente vociferava di una nuova malattia in arrivo da Guandong, una provincia costiera all’estremità meridionale della Cina. Nota come SARS, o Sindrome Respiratoria Acuta Grave, si stava diffondendo sul territorio provocando un sacco di morti. Ma poiché le autorità non avevano confermato ufficialmente che si trattasse di un’epidemia mortale, quasi tutti la liquidavano come una diceria. Io e i miei amici, al contrario, eravamo molto preoccupati perché avevamo sentito che si poteva contrarre la SARS anche solo parlando con qualcuno di infetto. Ti veniva la tosse, poi la febbre, i muscoli iniziavano a farti male e nell’arco di qualche giorno il sistema immunitario collassava. In molti reputavano il contagio una sorta di punizione naturale contro gli abitanti di Guandong, considerati dei bruti che si nutrivano di animali selvatici come scimmie e serpenti: una cosa inaccettabile, dalla fine della Grande Carestia. Le persone dovevano inventarsi delle storie, soprattutto perché il governo impediva alla verità di venire a galla …

Karoline Kan, Sotto cieli rossi

AL CINEMA! La casa sul mare

Robert Guédiguian, La casa sul mare, 2017

 

Robert Guédiguian e i suoi attori di sempre, Ariane Ascaride (sua moglie nella vita), Gérard Meylan e Jean-Pierre Darroussin.

Una riflessione sulla vita che scorre, sulle strade intraprese, sempre più difficili da lasciare man mano che ci si inoltra nel cammino, sulla nostalgia per un mondo che a poco a poco chiede di cambiare e di essere lasciato in mano ad altri.

A causa della malattia del padre, i tre fratelli Angèle, Armand e Joseph si ritrovano nella grande casa sul mare dove Armand vive con l’anziano genitore e porta avanti la trattoria di famiglia secondo la tradizione. E la circostanza si trasforma in occasione per riflettere e fare i conti con un passato di tragedia, la morte della figlia di Angèle, annegata per una distrazione del nonno mentre era in vacanza nella grande casa, e con un futuro che è già alle porte e che parte da altrettanto tragiche premesse, nei panni di due bambini scampati a uno degli sbarchi dal Continente Nero, ma che si rivela anche più luminoso di quanto si potesse sperare.

Guédiguian guida i suoi protagonisti in questa storia di affettuose lontananze e di vicinanze spesso faticose, con mano delicata.

Emozionante il momento in cui i protagonisti ricordano un momento della loro giovinezza, che altro non è che una scena del film di “Ki lo sa”, film del 1985 dello stesso regista e con gli stessi tre attori.