Buongiorno!

Erano mesi strani, quelli, in cui la gente vociferava di una nuova malattia in arrivo da Guandong, una provincia costiera all’estremità meridionale della Cina. Nota come SARS, o Sindrome Respiratoria Acuta Grave, si stava diffondendo sul territorio provocando un sacco di morti. Ma poiché le autorità non avevano confermato ufficialmente che si trattasse di un’epidemia mortale, quasi tutti la liquidavano come una diceria. Io e i miei amici, al contrario, eravamo molto preoccupati perché avevamo sentito che si poteva contrarre la SARS anche solo parlando con qualcuno di infetto. Ti veniva la tosse, poi la febbre, i muscoli iniziavano a farti male e nell’arco di qualche giorno il sistema immunitario collassava. In molti reputavano il contagio una sorta di punizione naturale contro gli abitanti di Guandong, considerati dei bruti che si nutrivano di animali selvatici come scimmie e serpenti: una cosa inaccettabile, dalla fine della Grande Carestia. Le persone dovevano inventarsi delle storie, soprattutto perché il governo impediva alla verità di venire a galla …

Karoline Kan, Sotto cieli rossi