al cinema! Robert Guédiguian, La Gazza Ladra

Maria cucina e aiuta in casa gli anziani soli. M.eur Moreau è anziano e solo e sulla sedia a rotelle.
Bruno gioca a carte e perde i soldi. Gaby ha una vecchia motocicletta che solo Bruno sa aggiustare.
Jennifer è cassiera, Kevin autotrasportatore, Nicolas ha un autentico talento per il pianoforte. Laurent e Audrey sono sposati e gestiscono insieme un’agenzia immobiliare. M.me Kalbiak aspetta il suo André che non è più tornato dalla guerra e René, suo marito, la accompagna al treno per vedere se questa volta André arriva. Poi Laurent si innamora di Jennifer, Bruno vince al gioco, Maria finisce nei pasticci, Nicolas perde il suo pianoforte… Sullo sfondo Marsiglia e l’Estaque e il sole e la primavera che si avvia verso l’estate.

BUONGIORNO!

Argo, Ben Affleck, 2012

Non ricordo che cosa stessi facendo o dove mi trovassi la domenica in cui sentii che l’ambasciata americana era stata occupata da un non meglio definito “gruppo di studenti”. Strano a dirsi, rammento soltanto che c’era il sole, la temperatura era mite, e che non assimilai completamente la notizia fino al giorno dopo, quando Ahmad, il figlio di Khomeini, annunciò che il padre sosteneva gli studenti e rilasciò una dichiarazione provocatoria: “Se non ci consegnano i criminali,” disse riferendosi allo scià e a Bakhtiar “allora faremo tutto ciò che è necessario”. Due giorni dopo, il 6 novembre, il primo ministro Bazargan, oggetto di critiche sempre più feroci da parte degli integralisti religiosi e della sinistra per le sue presunte simpatie liberali e filo-occidentali, rassegnò le dimissioni.
Presto i muri dell’ambasciata si coprirono di nuovi slogan: L’AMERICA NON PUO’ FARCELA CONTRO DI NOI! QUESTA LOTTA NON E’ TRA GLI USA E L’IRAN, MA TRA L’ISLAM E LA BLASFEMIA. PIU’ SIAMO A MORIRE, PIU’ FORTI DIVENTIAMO.
Montarono una tenda sul marciapiede e la riempirono di materiale propagandistico in cui si denunciavano i crimini commessi dagli Americani in tutto il mondo e si sosteneva la necessità di esportare la rivoluzione. All’università il clima era al contempo ansioso e euforico. Alcuni miei studenti, tra cui Bahri e Nyazi, non si facevano più vivi; probabilmente erano in prima linea chissà dove. Molte lezioni furono sostituite da accesi dibattiti, nell’irrequietezza generale.
Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran