Da trent’anni Umberto vive a Roma la sua solitudine onirica, sempre in bilico tra la realtà e le sue fantastiche speranze, raccontando storie bellissime e del tutto inutili. Surreale e poetico, declinato in un bianconero luminoso e arioso. Un film che ho amato.
Guadagnino riesce a concentrare in due ore tutti gli stereotipi sugli scrittori americani omosessuali che vivono in Messico (anche se sembra Cuba). Pensatene uno e in Queer lo trovate. Lee è ricco, perverso, beve moltissimo, fuma moltissimo, scopa moltissimo, si droga moltissimo, vive in una casa sporchissima e disordinatissima. Questa è la prima parte del film. La seconda parte è pure peggio. Lee incontra un ragazzo che gli piace e a cui non si capisce bene se lui piace o no o un po’ sì e un po’ no o forse boh. Partono insieme alla ricerca di una droga sciamanica che permette di avere esperienze di telepatia. E qui il film va definitivamente alla deriva. Un’opera eminentemente estetica: la fotografia è superlativa, la colonna sonora è perfetta, gli attori sono tutti bravi… però questo non basta a fare un buon film.
Guadagnino riesce a concentrare in due ore tutti gli stereotipi sugli scrittori americani omosessuali che vivono in Messico (anche se sembra Cuba). Pensatene uno e in Queer lo trovate. Lee è ricco, perverso, beve moltissimo, fuma moltissimo, scopa moltissimo, si droga moltissimo, vive in una casa sporchissima e disordinatissima. Questa è la prima parte del film. La seconda parte è pure peggio. Lee incontra un ragazzo che gli piace e a cui non si capisce bene se lui piace o no o un po’ sì e un po’ no o forse boh. Partono insieme alla ricerca di una droga sciamanica che permette di avere esperienze di telepatia. E qui il film va definitivamente alla deriva. Un’opera eminentemente estetica: la fotografia è superlativa, la colonna sonora è perfetta, gli attori sono tutti bravi… però questo non basta a fare un buon film.
Mastandrea, qui regista e attore, invecchia bene, senza rimorsi né rimpianti, da uomo saggio assume il passare del tempo e non cerca di fare il ragazzino a ogni costo. Con questo suo lavoro ci regala una riflessione delicata, surreale e stralunata sulla vita, lo stato di incoscienza che chiamiamo coma, l’amore, la morte e alcune altre piccole e grandi sciocchezze che affannano il nostro andare quotidiano. Un film garbato, che magari non rientra nella classifica dei dieci imprescindibili dell’anno, ma che è piacevole e godibile e vale la pena vedere.