vuoi djokare con me?

È di queste ore la notizia che, dopo cinque anni, il marchio Lacoste ha iniziato a pensare che, forse, il volto di Nolan Djokovic non è il più adatto a rappresentare “i valori del marchio nel mondo”.

Ora, per carità, non voglio essere cattiva a tutti i costi (anche se la cosa non mi dispiace affatto) però credo che “i valori” siano sospinti da forti motivazioni che sempre iniziano per “E” e finiscono per “ICI” ma non è la sola lettera “T” la lettera mancante.

Ma vabbè, non è qui che volevo andare a parare.

Riassumo rapidamente, se mai ci fosse qualcuno che se l’è persa, la piccola soap opera (o telenovela?) che ha coinvolto il tennista.

A proposito, lo sapevate che in Serbo il nome “Nolan” si pronuncia “NoVak”? Davvero! Insomma, basta aggiungere una piccola s e il “djoko” è fatto. Come dicevano i saggi latini: “nomen omen”…

Nolan è Novax convinto. E fin qui tutto bene, non fosse che è un personaggio pubblico la cui opinione ha, come dire, una certa risonanza.

Per questa ragione non si vaccina contro il covid19 (chissà se contro la polio e il vaiolo e la meningite è vaccinato?). Giusto, la coerenza prima di tutto.

Però non vuole che, “siccomechenonsonovaccinato”, gli impediscano di djiocare a tennis, che è la sua più grande passione!

E a dar retta all’agiografia (riportata su zia Wiki, ovverosia la “bibbia” del sapere – sul sapere e zia Wiki magari ci faccio un post un’altra volta che mi incazzo) deve essere una passione proprio bruciante se si allenava persino sotto le bombe che devastavano Sarajevo.

Le bombe che devastavano Sarajevo … Ma … Il bombardamento di Sarajevo …

Non voglio fare del sarcasmo su quella che fu una tragedia immane. Però, ricordo, anzitutto a me stessa, come i bombardamenti su Sarajevo fossero iniziati nella primavera del 1992 (quando il nostro eroe non aveva ancora cinque anni) e terminati nell’estate del 1995. Chiudo la parentesi e proseguo senza interrogarmi oltre su quanto potesse essere determinante la volontà di un bambino di quattro anni, ma facciamo pure di otto).

Quindi, per evitare che senza vaccinazioni non lo lascino djocare, che cosa si inventa il nostro? Si fa fare un bel certificato medico in cui si dichiara che, per ragioni di salute, non può sottoporsi alle inoculazioni di nessuno dei quattro vaccini accreditati dall’OMS (né dei due tradizionali, né dei due di nuova concezione – quelli ad RNA messaggero che sono accusati da illustri sciemenziati di ALTERARE IL DNA – ma non era  RNA???).

Però, viene fuori che non è vero affatto che lui ha problemi di salute.

E quindi l’Australia, dove si reca per djocare gli OPEN, lo rimanda a casa.

E bene ha fatto. Dico io.

Perché a me non dà tanto fastidio che tu non ti vaccini, la vita è tua, puoi farne quello che ti pare.

A me quello che dà veramente fastidio è che tu pretenda che il tuo diritto (sacrosanto!) a non vaccinarti oltrepassi quel sottile confine che è rappresentato dal mio diritto (e di tutti quelli come me) a non venire in contatto con te che vaccinato non sei.

E che per ottenere quello che vuoi, tu faccia djiochetti da furbetto, pretendendo di farci passare tutti per fessi.

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