BUONGIORNO!

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Accumulazioni – Orologi, Arman

 

Se non si è ricchi, avere del fascino non serve a nulla. L’atmosfera romantica è il privilegio dell’uomo ricco, non l’attività del disoccupato. Il povero dovrebbe essere pratico e prosaico. E’ meglio avere un reddito fisso che essere affascinanti: queste sono le grandi verità della vita moderna che Hughie Erskine non capì mai. Povero Hughie! Da un punto di vista intellettuale, bisogna riconoscerlo, non era gran cosa. Nella sua vita non disse mai niente di brillante, né tantomeno una cattiveria. Ma in fondo era stupendamente bello da vedersi, coi suoi capelli ricciuti e castani, il profilo perfetto e gli occhi grigi. Piaceva, e molto, tanto agli uomini quanto alle donne e aveva tutte le qualità, tranne la capacità di far soldi. Suo padre gli aveva lasciato la sua spada di cavalleria e una Storia della Guerra peninsulare in quindici volumi. Hughie appese la prima sopra allo specchio, ripose l’altra in uno scaffale tra la guida Ruff e il Bailey’s Magazine, e tirò avanti con duecento sterline all’anno che una zia glia aveva accordato. Aveva provato di tutto. Era stato in borsa per sei mesi. Ma cosa mai ci stava a fare una farfalla tra Tori e Orsi? Aveva resistito un po’ di più come mercante di te, ma si era presto stancato di pekoe e souchong. Poi aveva provato con la vendita dello sherry secco. Ma non faceva per lui: lo sherry era un po’ troppo secco. Negli utlimi tempi si era rassegnato a non far nulla: era diventato un giovanotto delizioso e inutile, con un profilo perfetto e senza alcuna occupazione.

Oscar Wilde, Il milionario modello

 

BUONGIORNO!

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Of wind and Water, Teresa Zanetti

 

Mesi e giorni sono eterni viandanti e gli anni che si succedono sono anch’essi viaggiatori. Chi per tutta la vita naviga su una barca, chi con la mano sul morso di un cavallo va incontro alla vecchiaia, giorno dopo giorno viaggia e fa del viaggio la sua dimora. Io stesso, da non so più quale anno, lembo di nuvola che cede all’invito del vento, non ho smesso di nutrire pensieri vagabondi.

Matsuo Basho, L’angusto sentiero del nord

 

BUONGIORNO!

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Les yeux fertiles, Teresa Zanetti, 2015

 

Non ci capiva né ci amava, oltre al Fernaspe e alla vedova Viganò, la portiera dello stabile, una donnetta rimpicciolita e smagrita dalla cattiveria, che potendo ci avrebbe fatto del male, spesso e volentieri. E bastava uscire un momento dalla cittadella attorno alla Braida del Guercio per sentire che anche gli altri, tutti, ci erano ostili. Eppure noi non trascuravamo mai di rivolgere la parola ai bisognosi, alle vecchiette piangenti a un angolo della strada, ai mendicanti, alle cassiere del bar, alle commesse dei negozi.

Ai passanti no, perché erano troppo occupati a passare …

Luciano Bianciardi, La vita Agra

 

BUONGIORNO!

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Our House is on Fire – Hossein, Shirin Neshat, 2013

 

Jihad: noi traduciamo sveltamente “guerra santa”, in verità questa fatale parola significa “sforzo”, “impegno”: a proseguire sulla retta via, in grazia di Dio, proni al suo volere. Ci sono la piccola Jihad e la grande. In antico, quando Maometto errava coi suoi seguaci (l’Egira) nell’Arabia preislamica, per sostentarsi compiva razzie, come tutti del resto i carovanieri di quel tempo crudele fatto di lussuria, di idolatria, di violenza, di rapina. Anche le razzie passavano per “piccoli sforzi”. Oggi, nell’era postmoderna, questa della virtualità che anticipa il futuro, la “Guerra Santa” è in fatto un’immensa razzia. Almeno nelle intenzioni di chi (…) vuole creare con la forza, con il terrore, un nuovo immenso “Stato islamico”, ricco di petrolio e di raffinerie di oppio.

Igor Man, L’Islam dalla A alla Z

 

BUONGIORNO!

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Seascapes, Sugimoto Hiroshi

 

– Arà! Fuosko-san desu-ka? – Non ho neppure avuto il tempo di affacciarmi alla porta che m’hanno riconosciuto! Altro che Urashima Taro; proprio l’opposto; mi sembrava di essere stato assente quindici anni e son stato via quindici minuti. L’accoglienza è straordinariamente cordiale ed affettuosa. Perfino Nicky e Midy sono trascinati nell’onda dei benvenuti, loro che forse non avevano mai messo piede in un posto così giapponese. Notizie di tutta la famiglia, ricordi, un correre affannoso di donne, un fruscio di kimono, un suono di fusuma che si aprono e chiudono, tè, biscotti, dolci giapponesi che sanno di pino, di ciliegio, di mare. Ora veramente deliziosa, da riempire il cuore di gioia.

Il cielo s’è fatto intanto più cupo; la madreperla è divenuta ragnatela, soffice e lanosa come un panno; la luce si diffonde uguale, tranquilla, vecchissima sul mondo. E’ meglio far presto a vagare pel giardino, forse vuol piovere. Tutti stanno conversando nella maniera più animata; gli uomini di macchine fotografiche (sì, anche il bonzo ha una magnifica Nikon, con gli ultimi obiettivi di grande luminosità), le donne non so di cosa, ma comunque cinguettano a cascatelle.

Fosco Maraini, Ore giapponesi