Buongiorno!

 

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Welcome Lounge, Teresa Zanetti, 2013

– Ti chiami Pietro Fenoglio, giusto?
– Signorsì.
– Quanti anni hai?
– Ventitre, signor capitano.
– Quindi, vicebrigadiere Fenoglio Pietro, di anni ventitre, tu pensi che io creda a questa storia?
– Non saprei, signor capitano.
– Tu al mio posto ci crederesti?
– Francamente no.
– E allora perché me l’hai raccontata?
– Perché è vera, signor capitano.

La versione di Fenoglio, Gianrico Carofiglio, Einaudi, 2019

BUONGIORNO!

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Broc et Violon, Georges Braque, 1909-10

 

“Dove sono le crocifissioni?” chiesi.

Indicò una cassa di legno.

“Dove verranno esposte?”.

Sulla parete prima di svoltare per prendere l’ascensore. Gli ultimi quadri che si vedranno. Il climax.

“Sono preoccupato, Anna”.

“Lo so che sei preoccupato. Ma non posso permettermi di assecondare la tua preoccupazione, Asher Lev. Ora sei un avvenimento”.

“Alcune persone saranno ferite da questi quadri”.

“Sì? E allora? Molte sono state ferite dall’Olympia. Da Le déjeuner sur l’herbe. Dagli impressionisti. Da Cézanne. Da Picasso. Asher Lev, cosa vuoi che faccia?”.

“Queste sono le persone che io amo”.

“Asher Lev, faresti meglio a prestare attenzione a questa faccenda delle tasse e a dimenticarti per il momento del fatto di ferire la gente. Lasciati andare al tuo sentimentalismo ebraico quando torni a Brooklin”.

Chaim Potok, Il mio nome è Asher Lev

 

BUONGIORNO!

 

Gun 1, New York, William Klein, 1955                  Tom Wood, 1985

 

In cima alla scalinata, davanti alle porte chiuse del teatro, ho visto una sagoma che mi ricordava vagamente qualcuno, ma non riuscivo a capire chi. Era un uomo con un cappotto nero, reggeva come gli altri una candela, ed era circondato da diverse persone con cui parlava sottovoce. Al centro di quel cerchio dominava la folla, benché defilato attirava gli sguardi, dava l’impressione di essre importante, e per qualche strana ragione mi ha fatto pensare a un boss mafioso che partecipi, attorniato da guardie del corpo, al funerale di uno dei suoi uomini. Lo vedevo di scorcio; dal bavero rialzato del cappotto spuntava un pizzetto. Accanto a me, una donna che pure lo aveva notato si è rivolta alla vicina: “E’ venuto Eduard, bene”. L’uomo ha girato la testa, come se nonostante la distanza l’avesse sentita. La fiamma della candela ne ha scolpito i lineamenti.

Ho riconosciuto Limonov.

Limonov, Emmanuel Carrère