Tag: poesia
luglio 2024

Agili
le tue dita agili
di scassinatore
lunghe
le tue dita lunghe
di musicista
nell’urgenza bruciante
dei nostri istanti
corsari
fanno saltare
nell’armonia di un
solo movimento
tutti i ganci
di tutte le armature
con cui cerco
di proteggermi.
Invano.
Giugno
Se dovessi ora dire i tuoi occhi
direi bosco
quando è agosto e ti immergi
nel folto del muschio
odoroso
cercandone il fresco
E se poi la tua bocca dovessi indicare
con le dita esitanti spiccherei le ciliegie
dai rami più alti
per portare alle labbra
il loro rosso più dolce
screziato di asprigno
Il tuo volto, il tuo collo solcati di strade
che han portato il dolore e la gioia
mi ricordano i kintsugi più rari
di maestri che sanno vedere
che c'è l'oro
nelle crepe più scure.
Le mie mani si immergono
lievi in quei prati
che timidi scopro
Sul tuo petto ora poso l'orecchio
e lì resto ed ascolto
il tuo cuore che canta sommesso
parole che solo io sento.
Le tue braccia mi accolgono
calde e mi aspettano
ogni volta che parto
per foreste
in cui rischio
di perder la via del ritorno.
Il tuo sorriso
è un amore nomade.
Via lattea
La brocca
del latte
ha versato
la notte
sul primo giorno
del mondo
Una mano
distratta
ha bucato
quel nero
Sono uscite
le stelle.
Uno
La poesia,
per me, è fatta di quello
che vedo.
Di quello che vivo
e che penso.
Di quello che immagino
o sogno.
Sono cose normali
e feriali.
Quel grumo banale di semplici
cose che accadono
nel quotidiano.
Del profumo, al mattino, del pane,
le albicocche
o i mirtilli, che sempre
mi fanno allegria.
Di un bambino che ride felice
del suo nuovo aquilone
o un gatto randagio
che geme di fame.
Di pane e prosciutto,
ridendo,
su un prato,
nei giorni d'estate
e camminate
per mano,
su strade arcinote,
battute dal tempo
e da piedi ormai stanchi
di stare nelle solite scarpe.
Di minestre col dado,
la sera, quando ritorno stanca
da lavorare e non voglio
nemmeno sentire parlare
di mettermi in cucina.
Del momento stesso
in cui può avere inizio la vita:
di saliva e sudore
e gemiti soffocati nei letti
disfatti dal sesso la notte.
Non cerco il barocco,
le cose più astruse,
metafore senza ragione ...
Io voglio
soltanto parlare
delle cose normali
di quelle che riempiono
ogni giorno
la vita di tutti.
