Allons enfants

Dopo il 34% del Rassemblement National di Marine (Perrine) Le Pen e di Jordan Bardella alle europee, dopo lo scioglimento delle camere da parte di Macron con indizione di nuove elezioni (ricordo che anche Chirac l’aveva fatto, ritrovandosi poi Jospin tra i piedi), dopo un primo turno elettorale da brivido… La Francia, oggi, con un’affluenza alle urne tra le più alte mai registrate, ha incoronato Mélenchon.

Macron secondo e RN buon terzo.

La Francia, nei momenti decisivi (c’entrerà qualcosa Henry Cartier Bresson?), non sbaglia…

Ma siamo così sicuri?

Nessuno dei tre in realtà ha la maggioranza.

E quindi?

Non è che questi iniziano a litigare per formare un governo di larghe intese? Potremmo insegnare loro qualcosa in merito (io li ricordo i governi pentapartito, ma è perché sono vecchia!).

Bisognerà mettere d’accordo l’estrema sinistra, che ha ottenuto la maggioranza dei voti, con la sinistra moderata, che è arrivata seconda.

Non è che adesso Bardella si siede (all’opposizione) a guardare gli altri due che si scannano, come i capponi di Renzo Tramaglino di manzoniana memoria, e poi, al momento giusto raccoglie i frutti del suo operato (come è successo a casa nostra con la Meloni) e pure con gli interessi?

Sempre senza voler fare dietrologia da bar.

Antefatto

Sono Clitennestra
Figlia di Leda, che si unì a Zeus.
Figlia di Tindareo, che fu re di Sparta.
Sorella di Castore e Polideuce, i Gemelli del cielo boreale.
Gemella di Elena, che fuggì con Paride e si scatenò una guerra.
Moglie di Tantalo.
Moglie di Agamennone.
Amante di Egisto.
Madre di un figlio, che rimase senza nome.
Madre di Ifigenia.
Madre di Crisotemi.
Madre di Elettra.
Madre di Oreste ...

Ma chi sono io, veramente,
se per dir chi sono
devo far riferimento
a una genealogia?

Pensieri

Ci riconosceremo ancora
nei nostri corpi invecchiati
quando il tempo ci avrà scavato
le carni e le nostre labbra
saranno lombrichi trafitti
da punti esclamativi?
E i nostri occhi
intrecciati in tele di ragno
conserveranno la limpidezza
e la luce di un giorno?
O il velo che sugli occhi
di molti si posa
renderà anche a noi
più sopportabile una realtà
che sempre più fatichiamo
a capire?
Ci riconosceremo ancora
guardandoci allo specchio
o la nostra mente ci farà lo scherzo e il regalo
di cancellare quel che è stato,
gli anni trascorsi e le cose vissute,
quelli che abbiamo amato e
ciò che siamo stati...
A che punto è
il confine oltre il quale
si spera la morte?

Uno

La poesia,
per me, è fatta di quello
che vedo.
Di quello che vivo
e che penso.
Di quello che immagino
o sogno.
Sono cose normali
e feriali.
Quel grumo banale di semplici
cose che accadono
nel quotidiano.

Del profumo, al mattino, del pane,
le albicocche
o i mirtilli, che sempre
mi fanno allegria.
Di un bambino che ride felice
del suo nuovo aquilone
o un gatto randagio
che geme di fame.

Di pane e prosciutto,
ridendo,
su un prato,
nei giorni d'estate
e camminate
per mano,
su strade arcinote,
battute dal tempo
e da piedi ormai stanchi
di stare nelle solite scarpe.

Di minestre col dado,
la sera, quando ritorno stanca
da lavorare e non voglio
nemmeno sentire parlare
di mettermi in cucina.

Del momento stesso
in cui può avere inizio la vita:
di saliva e sudore
e gemiti soffocati nei letti
disfatti dal sesso la notte.

Non cerco il barocco,
le cose più astruse,
metafore senza ragione ...
Io voglio
soltanto parlare
delle cose normali
di quelle che riempiono
ogni giorno
la vita di tutti.