Al cinema!

Qui rido io (Mario Martone, 2021)

Mario Martone è un genio cinematografico. E questo suo ultimo film un piccolo grande gioiello.

Il racconto di un pezzo (importante) della storia di Napoli e della “napoletanità”, raccontato con gli occhi di chi in questo liquido amniotico è da sempre completamente immerso.

Il racconto della vita spericolata di Eduardo Scarpetta. Attore, commediografo, padre di molti figli, “legittimi e non”, come si usava dire al tempo, ma tutti generosamente trattati alla stessa maniera. E tra questi quei tre De Filippo (mai riconosciuti ma da tutti ben conosciuti) che tanto hanno contribuito alla diffusione nel mondo dell’immagine della loro città, del teatro e di una filosofia capace di ritrovare il filo sottile dell’ironia insita in ogni vera tragedia.

Il racconto di una società molto più aperta di quella in cui oggi abitiamo. O forse la semplice scoperta che, in ogni epoca, è possibile essere aperti solo volendolo e essendo disposti a pagarne le conseguenze.

Il racconto, anche, di una sentenza che fece scalpore, con la quale, partendo dalle riflessioni di Benedetto Croce, il Tribunale di Napoli – non dimentichiamo che la città è anche madre di una grande scuola giuridica – partendo dalla denuncia per plagio che D’Annunzio presentò contro Scarpetta (La figlia di Iorio era la tragedia plagiata, il plagio la commedia scarpettiana Il figlio di Iorio) delineò i confini della parodia e del diritto di parodiare.

Una riflessione sul tempo che passa, sul cinematografo che sostituisce il teatro, sul modo di ridere che cambia a seconda del momento storico in cui si vive …

Un film necessario.

E per me davvero un bel modo per riprendere l’abitudine del cinema, dopo oltre un anno e mezzo di dolorosa astinenza.

AL CINEMA! Loro 2

Loro2_Poster-Italia
Loro 2, Paolo Sorrentino, 2018

 

Sorrentino non delude con il secondo capitolo del suo ambizioso progetto e, dopo l’abbuffata della prima parte, arriva alla resa dei conti. Senza infingimenti ci sbatte in faccia un modo di vivere che ha eletto il tradimento e l’opportunismo a sistema, le molte amanti; tutti gli amici, di cui si è servito e che ha scaricato senza troppi scrupoli una volta diventati scomodi; la “campagna acquisti” di parlamentari, servita per far cadere il governo Prodi; tutte le bugie raccontate negli anni …

Magistrale la scena iniziale in cui Servillo interpreta contemporaneamente due personaggi intenti in una animata discussione (l’attore non è nuovo a questo genere di prove, lo ricordo in “Viva la libertà”).

Ugo Pagliai eccezionale nella sua interpretazione di un malinconico, mesto e definitivamente abbandonato Mike Bongiorno.

Tra i soliti furbetti di contorno, qualcuno comincia a capire di aver sbagliato strada …

 

 

 

 

AL CINEMA! Loro 1

Loro 1, Paolo Sorrentino, 2018

 

In questa prima parte del progetto che si compone di due film, Sorrentino ci regala un film, se non bello, di sicuro interessante.

Lo divide in due parti nettamente distinte.

La prima, che paga lo scotto all’estetica rutilante e magniloquente già vista nella sua massima espressione ne “La grande bellezza”, smaschera il carrozzone quasi circense che gravita attorno al potere e al denaro, in un’orgia permanente da impero in decomposizione e che risponde fin nel minimo dettaglio all’iconografia che il popolo si è ormai costruita della politica romana dall’avvento del berlusconismo.

Svela la miseria di un mondo agognato da molti fatto uomini di piccolo (o piccolissimo) cabotaggio e smisurate ambizioni, avanti con gli anni, quando non decisamente vecchi, e donne giovani e bellissime, in tutto e per tutto consapevoli di essere sedute sulla propria fortuna e decise a farla fruttare nel breve lasso di tempo a loro disposizione: quello tra l’istante perfetto e lo sfiorire della propria bellezza.

La seconda parte, più mesta e domestica, presenta il leone sull’orlo della terza età. In crisi con la moglie, sempre più distante dal suo ideale di bella e sciocca, alla quale mente in modo spudorato quando si reca dalle sue sempre più giovani accompagnatrici. Certo di essere ancora smagliante e di aver fatto “tutto questo da solo” e contemporaneamente dimentico della lunga schiatta di uomini che gli sono serviti e che hanno pagato al posto suo e che ha finto di non aver mai conosciuto nel momento stesso in cui cadevano in disgrazia.

Estetizzante, volgare, disincantato, cinico, alienante … Una riflessione amara sulla finzione che è ciò che, chi non sa, definisce “la bella vita”.

Aspettiamo Loro2, che uscirà stasera.