L’ombra del giorno

L’ombra del giorno, Giuseppe Piccioni, 2022

Piccioni, con garbo e sottovoce, ci racconta una piccola storia sullo sfondo della Storia.

La storia di un reduce della Grande Guerra che dirige il ristorante che già fu del padre, che è un borghese ben inserito e che, anche se la possiede, non indossa la camicia nera.

La storia di Anna che è una giovane donna colta e volitiva che ha perso tutto a seguito delle leggi razziali e va a chiedere un posto di lavoro qualsivoglia, purché onesto, nel ristorante del reduce.

E poi lui è un uomo solo, stanco e disilluso e si innamora di lei che è una donna giovane e piena di vita, una di quelle che portano il sole ovunque vadano, con il solo sorriso.

E poi lei è ebrea ed è sposata ma si innamora di lui, nonostante le convenzioni e la guerra e mille problemi.

La storia piccola, dicevo, che però racconta come era quell’Italia, in cui continuava a pulsare un cuore, nonostante tutto.

Al cinema!

Tre piani (Nanni Moretti, 2021)

Dico subito che non mi è piaciuto. Anche se Moretti è un mostro sacro. Anche se il libro di Eshkol Nevo (che non ho letto) pare sia un capolavoro. Anche se a Cannes ha ricevuto molte lodi. Anche se, tutti gli anche se che possiamo immaginare.

Però, questa tragedia delle incomprensioni, dove l’amore resta seppellito dai pregiudizi, dalle testardaggini, dall’incapacità di parlarsi chiaramente, un pregio, almeno per me, ce l’ha: nelle scene finali si parla di un flash mob di tango e, quando tutti i destini sembrano ormai compiuti, i personaggi, sul portone del palazzo di tre piani in cui hanno abitato e che stanno per lasciare, assistono attoniti alla processione danzante di un plotone di tangueri (miraccomandol’accento!), promessa di un futuro diverso.

AL CINEMA! Loro 2

Loro2_Poster-Italia
Loro 2, Paolo Sorrentino, 2018

 

Sorrentino non delude con il secondo capitolo del suo ambizioso progetto e, dopo l’abbuffata della prima parte, arriva alla resa dei conti. Senza infingimenti ci sbatte in faccia un modo di vivere che ha eletto il tradimento e l’opportunismo a sistema, le molte amanti; tutti gli amici, di cui si è servito e che ha scaricato senza troppi scrupoli una volta diventati scomodi; la “campagna acquisti” di parlamentari, servita per far cadere il governo Prodi; tutte le bugie raccontate negli anni …

Magistrale la scena iniziale in cui Servillo interpreta contemporaneamente due personaggi intenti in una animata discussione (l’attore non è nuovo a questo genere di prove, lo ricordo in “Viva la libertà”).

Ugo Pagliai eccezionale nella sua interpretazione di un malinconico, mesto e definitivamente abbandonato Mike Bongiorno.

Tra i soliti furbetti di contorno, qualcuno comincia a capire di aver sbagliato strada …