Leonora addio

Leonora addio, Paolo Taviani, 2022

Riportare a casa le ceneri di Pirandello nell’Italia del secondo dopoguerra può rivelarsi un’impresa difficile ma condita di sottile ironia.

E al termine della strada si aggiunge un tassello che riporta lo spettatore al principio del film.

Struggente opera in absentia in cui tuttavia la mano del fratello Vittorio (cui il film è dedicato) si sente, guida delicata e ancora presente.

La prima parte in un biancoenero (è curioso, i film quest’anno mi stanno andando a braccetto a due a due: due in biancoenero e colore sapientemente mescolati, due in lingua originale, due sulle illusioni … mah?) denso e luminoso, con una fotografia che definire perfetta non è azzardato (e vabbé il Maestro è pur sempre un GRANDE MAESTRO). La seconda parte, più dolorosa e meditativa, è invece a colori (chi sa maneggiare il linguaggio cinematografico mescola e sorprende e non è mai banale).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...