La tua espressione, lo sguardo perso all'orizzonte, l'ho capita solo dopo, riguardando la foto, qualche giorno fa ... poi ho incontrato l'anello che mi mancava: quell'altro te che in qualche modo mi sfuggiva, scivolandomi tra le dita. Quello che ha traghettato l'uomo stanco, un po' più in là del mezzo del cammin di nostra vita, verso quella riva dove comincia la vecchiaia. E alla fine ho potuto unire i due capi della lunga catena di uomini che sei stato, risorto ogni volta, come araba fenice, dalle ceneri lasciate nei falò di migliaia di tramonti australi (sopravvissuto a te stesso ancora una volta). Taccio, guardando-ti, leggendo-ti ... Rifletto. Ti faccio ogni giorno un po' più mio.
