BUONGIORNO!

nan-goldin
Nan Goldin, 1980 circa

 

Trascorremmo questo periodo di nove anni, dal diciannovesimo al ventottesimo, cadendo e traendo in agguati, fra inganni subiti e attuati, in preda a diverse passioni, pubblicamente praticando l’insegnamento delle discipline cosiddette liberali, occultamente una religione spuria, superbi nel primo, superstiziosi nella seconda, vani in entrambi …

Agostino, Confessioni

 

BUONGIORNO!

oznor
Le Cirque de la Lune, Teresa Zanetti, 2018

La festa consiste in una rappresentazione teatrale rievocativa dell’anno 1091, che però rovescia completamente la storia e il senso della storia stessa. Secondo questa rappresentazione, sarebbero stati gli Arabi a tentare la conquista di Sicilia e i Normanni a ricacciarli indietro. Vale a dire l’esatto contrario della realtà dei fatti. Probabilmente alla base della leggenda dev’esserci stata un’incursione di corsari saraceni spacciata per tentativo di re-conquista da parte degli Arabi. Insomma, non si capisce. In ogni caso, nel pieno della battaglia fra il condottiero maomettano Belcane e il cattolicissimo Conte Ruggero, a dirimere la questione si narra che intervenne personalmente lei, la tutt’altro che beata, e anzi bellicosissima, Vergine delle Milizie. Con un arbitro così di parte, Belcane ritirò la squadra e i cristiani vinsero facilmente a tavolino. Fine della (sacra) rappresentazione.

Roberto Alajmo, L’arte di annacarsi – un viaggio in Sicilia

 

BUONGIORNO!

Cracovia, Teresa Zanetti, 2018

[Intro: Fausto Lama]
Coma Cose
Yeah
Ah
[Strofa 1: California]
Volevi fulmini e tempesta? (seh)
Allora me la cavo (ah)
Se la pioggia fosse transitiva (uh)
Io ti temporalo (seh)
Tanto tutto è ciclico (eh)
Ogni mattina si riduce (a)
Una Sarajevo sulle mie tapparelle
Che il sole mitraglia di luce (rattatta)
Fame chimica-pisce
Cerco nel letto la tua pelle
Proteggimi dal tempo che passa
Ho la sindrome da Peter Pan di stelle
Io debole come la carne (uh)
Tu forte come la verdura (ah)
Ti ho visto la coscienza (seh)
E per fortuna mi ha fatto paura (ah)
[Ritornello: California]
Io rimango (seh, seh)
Fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente
[Bridge: California & Fausto Lama]
La tua testa è un gigantesco centro sociale (come no, uh, ah)
E se per caso stanotte mi gira, io ci vado a dormire col cane (uh, come no, ah)
[Strofa 2: Fausto Lama]
La luna si riflette nel naviglio Gange (seh)
Se mi taglio una cipolla piange (uh)
Odio la musica prêt-à-porter (seh, seh)
Can che abbaia non Moroder (ah, woof)
Quasi inciampo sopra una bottiglia (eh eh)
Apro una Porta Genova senza maniglia (eh)
Abbiamo occhi diversi ma uguali
La mia ragazza è bella come David Bowie (eh, ah)
Ho ancora voglia di combattere (eh)
Garibaldi aveva solo mille followers (eh)
Questa canzone costa solamente mille lire (eh)
Io Spotify, tu spotifasti, ma è meglio il vinile (seh)
La tua testa è un gigantesco centro sociale (ah)
E se stanotte mi gira io la vado ad occupare (uh)

[Ritornello: California]
Io rimango (seh, seh)
Fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente
Io rimango (seh, seh) fino a quando (uh, ah)
Non accendo-no le luci (uh, ah)
E i bicchieri abbandonati
Sanno come ci si sente (seh, ah)
Ad essere come diamanti (oh)
Invisibili alla gente

Post concerto, Fausto Zanardelli / Francesca Mesiano, 2018

BUONGIORNO!

diane_arbus-freaks
Diane Arbus, Freaks

 

Il pallido bambino con l’assurda faccia da paggetto e le mossette da cucciolo avanzò con la sua possente mole verso il ripostiglio e requisì il giaccone bianco di papà. Poi requisì gli scarponcini che aveva dipinto con lo spray bianco. Il fucile ad aria compressa no, non glielo avevano lasciato dipingere. Era un regalo di zia Chloe.

George Saunders, Dieci dicembre

 

BUONGIORNO!

berndt&hilla
Bernd&Hilla Becher

Nominava allegramente tutte le cose con il loro nome e non si metteva in soggezione nemmeno davanti alle signore; diceva delle banalità, delle oscurità, delle sconcezze con un non so che di disinvolto e di pacato da sembrare elegante.

Era la spregiudicatezza propria del secolo.

E’ da notarsi che il tempo delle perifrasi in versi è stato il tempo della verità in prosa.

Victor Hugo, Les miserables, parte terza, libro secondo, III. Luc-Esprit