Domare

Hai cominciato sempre più frequentemente
a farti trovare
sulle mie strade.
Hai iniziato la caccia
da largo.
Con ampie manovre
di accerchiamento
mi hai abituat*
alla tua presenza.
Apparivi all'improvviso,
anche più volte al giorno,
tanto che quasi senza
rendermene conto
ho iniziato a chiedermi,
quando andavo
per le mie vie,
se ti avrei incontrato.
E poi ad aspettarmelo.
E infine a sperarci.
È così che si doma
un cavallo brado.
Fin quando si convince
di esser stato da sempre
come lo volevi tu.
Sin quando non sa più
distinguere se sceglie
le strade che
gli appartengono
o le tue.

Raccolgo qua e là altri pensieri sparsi

Non ho mai provato nulla
di simile con nessun
altro prima di te.
Un'attrazione fisica
e mentale insieme, che
si nutrono l'una
dell'altra e entrambe
di una tensione quasi
sadomasochistica, fatta
di filosofia e di scherzi
e letteratura, d'ironia
e dispetti e piccole
crudeltà e gesti d'amore
così minuscoli da essere
invisibili agli occhi
degli altri. Ma non
ai nostri, che ben
sappiamo cercarli
là dove si nascondono.

Il gatto e il topo

Se vogliamo continuare
a giocare al gatto col topo,
tu e io, a me sta bene.
C'è qualcosa di erotico in questo
continuo tira e molla che ci fa
eternamente languidi,
eternamente affamati
l'una dall'altro.
Uno shibari
in cui le parole sono corde
e ciascuno di noi due è
allo stesso tempo chi
lega e chi è legato
e un po' stringe
il nodo e un po'
lo allenta, nel continuo
aggiustamento di un equilibrio
che non può che essere instabile,
perché non sappiamo mai quando
l'altro deciderà
di parlare e possiamo
solo aspettare
la sua prossima mossa...