Hai cominciato sempre più frequentemente
a farti trovare
sulle mie strade.
Hai iniziato la caccia
da largo.
Con ampie manovre
di accerchiamento
mi hai abituat*
alla tua presenza.
Apparivi all'improvviso,
anche più volte al giorno,
tanto che quasi senza
rendermene conto
ho iniziato a chiedermi,
quando andavo
per le mie vie,
se ti avrei incontrato.
E poi ad aspettarmelo.
E infine a sperarci.
È così che si doma
un cavallo brado.
Fin quando si convince
di esser stato da sempre
come lo volevi tu.
Sin quando non sa più
distinguere se sceglie
le strade che
gli appartengono
o le tue.
Categoria: naufraghi metropolitani
L’ultima spiaggia
Come sei sentimentale ... Come i vecchi che si sentono sfuggire tra le dita la sabbia di una clessidra che scorre incessantemente dal fondo del tempo ...
Sardegna come un’infanzia. O canzone per Anna
E vento e mare a sussurrare di incontri sospesi coi piedi ancora sporchi di sabbia. E il sale a rivoli bianchi ormai asciutti sulla pelle già arrossata dal sole. Torino, 30 maggio 2022
Raccolgo qua e là altri pensieri sparsi
Non ho mai provato nulla di simile con nessun altro prima di te. Un'attrazione fisica e mentale insieme, che si nutrono l'una dell'altra e entrambe di una tensione quasi sadomasochistica, fatta di filosofia e di scherzi e letteratura, d'ironia e dispetti e piccole crudeltà e gesti d'amore così minuscoli da essere invisibili agli occhi degli altri. Ma non ai nostri, che ben sappiamo cercarli là dove si nascondono.
Il gatto e il topo
Se vogliamo continuare a giocare al gatto col topo, tu e io, a me sta bene. C'è qualcosa di erotico in questo continuo tira e molla che ci fa eternamente languidi, eternamente affamati l'una dall'altro. Uno shibari in cui le parole sono corde e ciascuno di noi due è allo stesso tempo chi lega e chi è legato e un po' stringe il nodo e un po' lo allenta, nel continuo aggiustamento di un equilibrio che non può che essere instabile, perché non sappiamo mai quando l'altro deciderà di parlare e possiamo solo aspettare la sua prossima mossa...
